A Firenze la pizza made in Tuscia diventa "Magnifica"
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Danilo Lucarini del panificio Vecchio Bottalone a Viterbo e Ciccio Rossi della pizzeria Tomato di Montefiascone si aggiudicano la gara fiorentina dove si incorona la miglior pizza e i migliori impasti alternativi

VITERBO- Danilo Lucarini del panificio Vecchio Bottalone a Viterbo e Ciccio Rossi della pizzeria Tomato di Montefiascone si aggiudicano la gara fiorentina dove si incorona la miglior pizza e i migliori impasti alternativi.

Il trofeo “Il Magnifico” arriva in terra di Tuscia  con il primo posto di Danilo Lucarini con la pizza alla pala ed un impasto alla curcuma. Primo nella categoria gourmet, Ciccio Rossi e secondo nella categoria impasti alternativi con uno speciale a base di farro. 

Altri riconoscimenti per i due professionisti, dopo quelli ottenuti al Festival della gastronomia dei Monti Lepini, dove sono arrivati primi per la pizza napoletana sbaragliando anche un nutrito gruppo di pizzaioli napoletani. 

Dopo le stelle Michelin conquistate da due ristoranti viterbesi e il titolo di migliore pasticceria d’Italia a Tarquinia, tornano altri riconoscimenti culinari nel viterbese questa volta con la pizza e i suoi mille buonissimi impasti. Pioggia di eccellenze in terra di Tuscia.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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