“A causa del dissesto della strada parte della clientela sta rinunciando a servirsi dai miei assistiti”
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VITERBO - La segnalazione dell’ avvocato Roberto Alabiso, legale della F.lli Lombardi Srl.

VITERBO – Segue l’intervento dell’ avvocato Roberto Alabiso.

“In nome e per conto della F.lli Lombardi Srl con sede in Viterbo, Strada Salamaro, sono stato incaricato di segnalare lo stato di assoluto abbandono e precarietà in cui versa la strada comunale “non asfaltata” denominata via Castello di Longula.

A causa del dissesto del manto stradale, peraltro più volte segnalato direttamente dai miei assistiti, una parte della clientela sta rinunciando a servirsi di detta società per le forniture di legno, pellet, gas ed affini, con un evidentissimo danno per l’intera struttura produttiva.

 

Si allegano alla presente 3 fotografie che attestano inequivocabilmente lo stato dei luoghi, aggravato in questi giorni dalle frequenti ed importanti precipitazioni piovose.

Lo scrivente procuratore ha formalmente contestato ai competenti uffici del comune di Viterbo lo stato di degrado dei luoghi di cui trattasi ed il pericolo e le insidie che deve affrontare chi necessariamente deve transitare in quella strada, ma a tutt’oggi, nonostante l’urgenza di detta segnalazione, nessun riscontro positivo si è avuto dall’amministrazione.

Pur comprendendo come vi siano numerose altre analoghe istanze per diverse zone della città, il grave pregiudizio che sta subendo la società mia assistita per una situazione creatasi negli anni (…!), non consente ulteriori attese ed anche la pubblicazione di questa nota, si inserisce in un programma di sensibilizzazione delle esigenze dei cittadini, a fronte di problematiche di esclusiva competenza del comune destinatario delle numerose richieste.

L’auspicio è che sia la formalizzazione della istanza che la pubblicità sullo stato dei luoghi, inducano chi di dovere ad un sollecito e concreto intervento con l’invio dei tecnici comunali per la presa d’atto di quanto oggi nuovamente denunciato e documentato”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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