

VITERBO – Un vasto sistema di frodi nel mondo dei supermercati è finito nel mirino della Guardia di Finanza. Oltre cento uomini delle Fiamme Gialle sono stati impegnati, dall’alba di martedì 5 maggio, in una fitta rete di perquisizioni e sequestri che ha interessato 41 obiettivi in tutta la provincia e diverse sedi legali.
Fatture false e impiego irregolare di manodopera sono i reati al centro dell’indagine che riguarda otto società, che secondo gli inquirenti sarebbero state aperte proprio con l’intento di emettere fatture false su operazioni inesistenti e sei aziende utilizzatrici delle prime con il fine di abbattere il proprio carico fiscale. Sotto la lente anche quattordici studi professionali di commercialisti e consulenti del lavoro, incaricati di gestire la contabilità e le dichiarazioni fiscali del gruppo.
Un vero e proprio sistema di illeciti sui costi del personale e sulle tasse che avrebbe permesso al gruppo di offrire prezzi più bassi alla clientela. Secondo quanto ricostruito, il sistema permetteva ad alcuni imprenditori di gestire i supermercati utilizzando lavoratori che risultavano formalmente in carico ad altre società, simulando finti contratti di appalto per nascondere il vero rapporto di subordinazione. Evitando in questa maniera di versare contributi previsti dalla legge e le tutele assistenziali contemplate nei contratti.

















