

VITERBO- “Visioni effimere nella Città dei Papi”, questo il tema di San Pellegrino in Fiore 2026 firmato Christian Ciucciarelli. Ponte del primo Maggio all’insegna della riscoperta di uno dei centri medievali più famosi d’Italia, con le bellezze delle creazioni medievali di vivaisti e fioristi del viterbese. Complice una primavera dirompente, Viterbo si mostra in tutto il suo splendore con le installazioni presentate dall’architetto già noto per Viterbo in Fiore nel 2012, che hanno fatto registrare un sold out assoluto in tutta la città. Viterbo diventa un giardino a cielo aperto che abbraccia vicoli, piazze e angoli cittadini.
Tante le persone che hanno abitato gli stretti vicoli del centro storico in questi giorni, tanti tanti turisti di tutte le nazionalità che hanno reso Viterbo un melting pot di facce e lingue diverse.
Cuori pulsanti i centri nevralgici del quartiere medievale e non solo: piazza San Carluccio, piazza San Pellegrino, Palazzo Papale fino a spingersi oltre il centro medievale verso piazza del Plebiscito e piazza delle Erbe con conseguente ampliamento del percorso espositivo. Ogni piazza ripercorre i simboli del tema del progetto: bastioni medievali, profferli fioriti con bifore addobbate a festa fino ad arrivare a installazioni più oniriche ma ricche di immaginazione come il grande fiore che troneggia in mezzo a piazza del Duomo. Classico e moderno, tradizione e modernità.
Ricca l’area mercato con i produttori del settore dove è possibile trovare anche rarità del mondo green a cura di Verdi e Contenti. Gli allestimenti riguardano scene di vita legate alla città come la celebrazione delle nozze medievali a Piazza San Pellegrino con l’installazione di un mazzo di fiori giganti, vero protagonista del piccolo spazio raccolto. Calle, margherite, lavanda insieme a piante aromatiche proprio secondo tradizione: le spose medievali infatti erano solite portare questi mazzetti per scacciare sfortuna e malattie. Cornice perfetta infine, la composizione floreale sulla Loggia di Palazzo degli Alessandri con due altalene decorate che alleggeriscono l’atmosfera della piazza. Stupire lo spettatore con un’installazione fuori scala è l’obiettivo (riuscito) dell’ideatore del progetto che attraverso un gioco di “sproporzioni” suggestiona lo spettatore.
Percorrendo i vicoli, si arriva a piazza San Carluccio dove troneggia un bastione medievale eretto con materiale leggero come fosse un moderno bosco verticale o un rudere abbandonato che ha attraversato secoli di storia circondato da una natura romantica su cespugli di fiori di campo, bocche di leone e ranuncoli. In alto svettano bandiere e stendardi con i colori simbolo della città tra i merli leggeri della maglia metallica.
La vera percezione di questa edizione di San Pellegrino in Fiore probabilmente arriverà con il tempo e con il confronto, nei prossimi anni, con le edizioni successive, ma, guardando con un punto di vista scevro da pregiudizi e confronti, possiamo sicuramente rendere merito a tutti quelli che hanno riportato una grande quantità di fiori in città in un’edizione che ha segnato una differenza, in questo senso, con le precedenti.
Troppo verde, poco verde, troppi fiori, pochi fiori, angoli vuoti e angoli pieni, poco importa. Viterbo ha mostrato la sua bellezza e le sue potenzialità, la grande ricchezza che vive nei progetti dei viterbesi e di quelli che vengono a visitarla.

















