Festival "Una striscia di terra feconda" al via con 4 concerti
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CAPRAROLA- A palazzo Farnese - Venerdì 30 e sabato 31 luglio

CAPRAROLA-Venerdì 30 luglio nuovo appuntamento nella sua versione “Oltreroma” per Una striscia di Terra Feconda, Festival Franco-Italiano di musiche improvvisate, giunto alla XXIV Edizione con la direzione artistica Paolo Damiani e Armand Meignan a Caprarola nello splendido Palazzo Farnese con un doppio concerto, in apertura, in prima nazionale, il trio francese,  “La Litanie des Cimes”, composto da Clément Janinet, violino, violino tenore, oggetti, Elodie Pasquier clarinetti e Bruno Ducret, violoncello. A seguire, sempre venerdi 30 luglio, “Le rovine di Adriano”, una pièce di Nello Trocchia (giornalista e scrittore minacciato dalla camorra per i propri scritti e pluripremiato per la libertà di informazione) sarà caratterizzata dall’intensa performance attoriale di Urbano Barberini, che interagirà con le improvvisazioni al contrabbasso di Paolo Damiani. Sabato 31 luglio, sempre a Palazzo Farnese di Caprarola, una produzione originale, il duo composto da Diana Torto, voce ed Enrico Degani, chitarra classica. A seguire, altra produzione originale, un gradito ritorno, Mederic Collignon“Jus De Bocse” con ospite Rosario Giuliani. Sul palco: Médéric “Hub” Collignon cornetta, tastiere, voce, Yvan “Deco” Robilliard, Fender Rhodes, Emmanuel “Baobab” Harang, basso, Nicolas “The Box” Fox, batteria, elettronica e Rosario Giuliani, sax alto.

Venerdi 30 luglio, il trio francese,in prima nazionale, La Litanie des Cimes”, composto da Clément Janinet, violino, violino tenore, oggetti, Elodie Pasquier clarinetti e Bruno Ducret, violoncello.Un trio con strumentazione più vicina alla musica classica che al jazz tradizionale (clarinetto, violino, violoncello): l’alleanza formata da Clément Janinet, Elodie Pasquier e Bruno Ducret si avventura nell’universo esplorato da Jimmy Giuffre, e dall’AACM. Senza dimenticare la lezione di Sclavis/Romano/Texier, per lirismo melodico! Un trio molto originale nella nuova generazione di jazz francese. A seguire, sempre venerdi 30 luglio, “Le rovine di Adriano”, una pièce di Nello Trocchia (giornalista e scrittore minacciato dalla camorra per i propri scritti e pluripremiato per la libertà di informazione) sarà caratterizzata dall’intensa performance attoriale di Urbano Barberini, che interagirà con le improvvisazioni al contrabbasso di Paolo Damiani. Si narra di un’importante vittoria della società civile sulla politica degli affari, relativa al folle progetto di voler costruire una discarica presso la Villa di Adriano, sito Unesco.

Sabato 31 luglio, sempre a Palazzo Farnese di Caprarola, una produzione originale, il duo composto da Diana Torto, voce ed Enrico Degani, chitarra classica. Certamente una sonorità diversa dal consueto duo voce e chitarra jazz, sia per il repertorio che per l’utilizzo della chitarra classica. L’assenza di una sezione ritmica vuole sviluppare più a fondo il dialogo e il contrappunto tra le diverse linee musicali; il fascino dello splendido timbro della chitarra di Enrico Degani dialoga con la voce di Diana Torto evocando un orizzonte sonoro decisamente europeo. L’improvvisazione si muove in modo chiaro e determinato verso il recupero di una tradizione di matrice europea, forse dimenticata. Quasi una ricerca a recuperare l’improvvisazione in forme musicali più vicine alla tradizione eurocolta e popolare. A seguire, altra produzione originale, un gradito ritorno, Mederic Collignon“Jus De Bocse” con ospite Rosario Giuliani, Médéric “Hub” Collignon cornetta, tastiere, voce, Yvan “Deco” Robilliard, Fender Rhodes, Emmanuel “Baobab” Harang, basso, Nicolas “The Box” Fox, batteria, elettronica e Rosario Giuliani, sax alto. Di Médéric Collignon è impossibile elencare le formazioni, esperienze, progetti a cui ha partecipato, alcuni dei quali hanno già trionfato a Roma (per esempio il suo incredibile concerto nel 2001 con il gruppo Quintorigo o il duo con Danilo Rea). Dotato di un’incredibile immaginazione, la sua energia e il suo virtuosismo sembrano inesauribili. Il suo incontro con Rosario Giuliani, uno dei maggiori sassofonisti in Europa oggi, promette meraviglie.

Il festival si avvale del sostegno del Ministero della Cultura (MiC), della Direzione Regionale Musei del Lazio, del Ministero Francese della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Crescita Culturale, della Fondazione Musica per Roma e la Casa del Jazz, dell’Ambasciata di Francia a Roma attraverso la Fondazione Nuovi Mecenati, della SIAE, dell’INPS-fondo PSMSAD, del MIDJ (Associazione Musicisti di Jazz), del CNM (Centre National de la Musique), dell’AJC e della la Spedidam.

Ingresso 5 euro- agevolato euro 2 (18-25 anni) /gratuito fino a 18 anni

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
William Turner, l'uomo che aprì la strada alla pittura degli Impressionisti, aveva nelle retine la magia e la luce e i colori del Viterbese. Ecco alcuni pezzi di Tuscia immortalati nei suoi schizzi e dipinti, oggi esposti nei templi dell'arte mondiale.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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