Impianto geotermico, Battistoni (FI): "Ci sono tanti aspetti da chiarire, ho presentato un'interrogazione al governo"
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ROMA - Impianto geotermico di Castel Giorgio, il senatore viterbese Francesco Battistoni presenta un'interrogazione al Governo.

ROMA – Impianto geotermico di Castel Giorgio, il senatore viterbese Francesco Battistoni presenta un’interrogazione al Governo.

“Ho presentato questa mattina un’interrogazione al Governo – scrive il senatore in una nota – per chiedere maggiore chiarezza sulla procedura di autorizzazione della realizzazione dell’impianto di geotermia nel comune di Castel Giorgio. Impianto che potrebbe avere delle conseguenze drammatiche per il bacino idrologico del lago di Bolsena, il lago vulcanico più grande d’Europa”.

Il capogruppo di Forza Italia in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama che aggiunge: “Ci sono dei passaggi poco chiari nell’iter di rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale del MISE in merito a delle incompatibilità che andrebbero opportunamente valutate.

Ci sono problemi sanitari che potrebbero scaturire dalla reimmissione di fluido geotermico nei pressi della caldera del lago di Bolsena, importante riserva idrica del Centro Italia. Ci sono anche delle ipotetiche conseguenze sisimiche che dovrebbero essere valutate con molta più attenzione”.

“Per questi motivi – conclude Battistoni – ho chiesto governo di fare luce su un argomento così delicato per la salute e la sicurezza pubblica, anche a fronte delle indiscrezioni che parlano di una eventuale approvazione oggi in Consiglio dei Ministri”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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