Mazzola: "Contento di vedere le azioni intraprese dalla mia amministrazione andare in porto"
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“Le Azioni intraprese dalla mia amministrazione vanno in porto, ne sono contento, anzi felice, peccato che in molti facciano a gara per attribuirsene i meriti”. L’ex sindaco Mauro Mazzola interviene in merito alla realizzazione di un presidio fisso dei Vigili del Fuoco a Tarquinia, della costruzione del ponte sul fiume Mignone e sul Piano di Protezione Civile.

“Le Azioni intraprese dalla mia amministrazione vanno in porto, ne sono contento, anzi felice, peccato che in molti facciano a gara per attribuirsene i meriti”. L’ex sindaco Mauro Mazzola interviene in merito alla realizzazione di un presidio fisso dei Vigili del Fuoco a Tarquinia, della costruzione del ponte sul fiume Mignone e sul Piano di Protezione Civile.

“Ho letto dell’inaugurazione della sede per un presidio fisso dei Vigili del Fuoco – riferisce Mauro Mazzola – una lotta durata anni che ben conoscono i cittadini e anche gli stessi Vigili del Fuoco. Infatti, io insieme a tutti i Vigili del Fuoco di Viterbo e a tutte le sigle sindacali ci siamo battuti uniti in tutte le sedi affinché Tarquinia ottenesse il suo distaccamento h 24 . Il nostro territorio purtroppo ne aveva urgente bisogno, visti i numerosi interventi che effettuano giornalmente i Vigili del Fuoco. E proprio su questo tema , in questi giorni di emergenza neve, ricordo come su mia indicazione si redasse il Piano di Protezione Civile, dando incarico all’ufficiale della Polizia Locale come responsabile della protezione civile e ad un ingegnere specializzato. Rimaneva soltanto di deliberarlo ma quando l’hanno attuato non sono riuscito a farlo funzionare bene, viste le criche che ci sono da parte dei cittadini. Quindi questi trionfalismi di alcuni consiglieri comunali sono fuori luogo.

Prendano quello che meritano veramente. Oggi è per me una grande soddisfazione veder realizzato ciò di cui la nostra città aveva veramente bisogno un presidio fisso dei Vigili del Fuoco h24 in città”. Poi il famoso ponte sul Mignone: “Anche qui, e senza polemica, c’è gente che se ne appropria. Sono gli atti amministrativi che parlano,
nessuna conquista della piazza, ma di un’istituzione, quella comunale da me diretta come sindaco che ha ben operato per risolvere un grave problema di sicurezza.

Quando asserivo che era previsto e che il ponte, come assicurato da Sat, sarebbe stato costruito, c’era chi mi attaccava negando ciò che comunicavo alla stampa. Oggi il ponte sul Mignone sta diventando realtà”. “Mi dispiace veramente – conclude l’ex sindaco Mauro Mazzola – che populisticamente mi si tacciava e ci accusavano di non
fare nulla. Gli atti ci sono. Vorrei solo dire che mi dispiace se magari la gente fomentata da qualcuno abbia pensato ciò. La mia amministrazione è stata seria e competente oltre che contraddistinta dall’onestà. Vorrei fare molto di più sia per la mia città sia per la provincia di Viterbo, due realtà che conosco molto bene come amministratore, prima come Sindaco di Tarquinia, poi come Presidente della Provincia, per cui bene saprò agire se i cittadini mi sceglieranno a rappresentarli”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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