Viaggio nelle associazioni viterbesi – Vitersport, vivere lo sport diversamente: a 360 gradi

Viaggio nelle associazioni viterbesi – Vitersport, vivere lo sport diversamente: a 360 gradi

L’Associazione A.S.D. Vitersport ci accompagna nel mondo dello sport e della disabilità, ma soprattutto ci porta alla scoperta di un universo di contatti umani e condivisione che pochi riescono a conoscere a fondo. Intervistiamo la presidente, la signora Paola Grispigni che ci racconta da vicino cosa significa far parte di una associazione di questo tipo.

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L’Associazione A.S.D. Vitersport ci accompagna nel mondo dello sport e della disabilità, ma soprattutto ci porta alla scoperta di un universo di contatti umani e condivisione che pochi riescono a conoscere a fondo. Intervistiamo la presidente, la signora Paola Grispigni che ci racconta da vicino cosa significa far parte di una associazione di questo tipo.

Da quanto è attiva la Vitersport? Come è nata?

“L’Associazione, con la denominazione G.S. Villa Immacolata, è attiva dal 1976 quando un gruppo di giovani ospiti della Casa di cura Villa Immacolata (San Martino al Cimino, Viterbo) diedero vita a una squadra di basket in
carrozzina, cui seguì un gruppo di atletica leggera. In seguito l’associazione è cambiata ed è diventata A.S.D. Vitersport che è attiva dal 1986”.

Dove opera?

“Ha sede e opera a Viterbo, ma accoglie atleti da tutta la provincia. Anche le attività si svolgono principalmente a Viterbo, per la sua centralità rispetto al territorio”.

Come si articola l’attività dell’associazione e a chi è rivolta?

“La Vitersport è un’associazione di volontariato che conta una quarantina di soci volontari, il cui impegno concreto si esplica in diverse maniere e con una diversa continuità. A quelle dei soci si affiancano annualmente prestazioni
volontarie provenienti da altre realtà, quali i progetti di “Alternanza Scuola Lavoro”, del “Servizio Civile Nazionale”, di vari tirocini. L’attività è rivolta a persone (bambini, giovani e adulti) con disabilità fisica, mentale, relazionale e sensoriale interessate sia alla pratica sportiva amatoriale e promozionale, che agonistica. L’Associazione è affiliata all’Ente di promozione sportiva Libertas e alle Federazioni Sportive Paralimpiche e Olimpiche le cui discipline rientrano nell’interesse/potenzialità degli atleti del momento. Attualmente le discipline praticate sono quattro: nuoto (FISDIR e FINP), hockey in carrozzina elettronica(FIWH), handbike (FCI), calcio balilla (FIPCB), ma l’associazione è stata ed è sempre disposta ad accogliere il desiderio e le aspettative di atleti interessati ad altre specialità ed a organizzarsi rispetto alla loro attuazione”.

Cosa vuol dire essere membro di un’associazione di questo tipo?

“Per i volontari significa sostenere l’associazione nella promozione e diffusione dello sport fra le persone con disabilità, nelle modalità che per ciascuno sono più consone. Possono esserci collaborazioni nell’organizzazione delle attività di allenamento e nelle trasferte, nella ricerca fondi, negli aspetti amministrativi e legali, nella manutenzione e gestione dei mezzi di trasporto, delle attrezzature della sede e del deposito, nella progettazione, nei rapporti con gli Enti Pubblici e con le altre realtà associative, nell’organizzazione di manifestazioni. La vita di un’associazione oggi è connotata dalla complessità, e servono tutte le competenze e le disponibilità possibili. Per i tesserati atleti significa avere la possibilità di praticare lo sport e, per chi lo desidera, significa confrontarsi in situazioni competitive locali, regionali e nazionali, visto che la Vitersport partecipa ai campionati di tutte le discipline”.

Quanti ragazzi partecipano alle vostre attività?

“Il gruppo più folto è il nuoto, con circa 40 praticanti (con disabilità sia motoria che mentale e relazionale), cui si aggiungono 30 bambini che partecipano a un progetto integrato di “benessere e sicurezza in acqua”. Il gruppo
dell’hockey è costituito da una quindicina di persone (con disabilità motoria), quello dell’handbike da 6 atleti (disabilità motoria). Anche il gruppo del calcio balilla è costituito da 6 atleti con disabilità motoria, ma dalla stagione in corso, la disciplina si è aperta agli atleti con disabilità intellettiva e relazionale, e questo favorirà un notevole incremento dei partecipanti”.

Come vi sostentate? Avete collaborazioni con altre associazioni?

“Abbiamo collaborazioni con molte associazioni, a volte legate a interessi contingenti, a volte invece strutturate in reti con obiettivi precisi, quale, a esempio, la rete TEU per la progettazione europea, promossa dal CESV
provinciale. Partecipiamo alla Consulta Comunale del volontariato, che accoglie gran parte delle Associazioni cittadine. Sostenere economicamente le attività costituisce un grosso impegno e l’incertezza delle entrate, inoltre, rende difficile la programmazione. C’è il contributo dei soci e poi partecipiamo a tutti i bandi pubblici ed anche di
fondazioni o altre realtà private, con esiti alterni. Abbiamo tentato la via del crowdfunding, ma senza successo. Qualche sostegno ci viene dalle erogazioni liberali dei privati, che ringraziamo. Il 5 per mille rimane la risorsa più consistente: lo ripetiamo a tutti coloro che hanno interesse e apprezzamento per la nostra attività: CF 90074730566 nella casella sostegno al volontariato!”.

Quali sono le discipline in cui i ragazzi si cimentano a livello agonistico?

“Il desiderio di cimentarsi a livello agonistico alto è presente soprattutto nei giovani, che vogliono mettersi alla prova nelle competizioni. Nell’handbike, ad esempio, nella passata stagione abbiamo avuto un atleta secondo (Mirko
de Cortes) ed uno terzo (Fatmir Kruezi), nelle rispettive categorie, nel Giro d’Italia. La squadra di Hockey gioca nel campionato di serie A1 e, benché questa sia stata una stagione con tanti problemi, a un mese dalla conclusione, è in corsa per l’accesso alle fasi finali. Nel nuoto FISDIR abbiamo un bel gruppo di ragazzi che si cimentano a livello regionale e qualcuno anche a Livello nazionale, in quello FINP, nel recente Campionato Invernale 2018,
Alessandro Pacchiarotti ha conquistato l’argento nei 50 m. Anche nel calciobalilla i nostri atleti (Izzo e Montori) hanno avuto ottimi piazzamenti nel campionato regionale e nelle gare di Coppa Italia”.

Può raccontarci una delle emozioni più belle durante un particolare evento organizzato dall’associazione?

“L’arrivo in associazione di un nuovo atleta! Ogni volta che si verifica è una vittoria, più grande di qualsiasi coppa o medaglia. Il diritto delle persone con disabilità al tempo libero ed allo sport non è a tutt’oggi pienamente soddisfatto o lo è tra troppe difficoltà. Ci sono molte persone con disabilità che potrebbero fare sport e che ne trarrebbero grande beneficio, ma non sempre è facile per loro avvicinarsi ad una disciplina vuoi per problemi organizzativi, vuoi per resistenze personali o delle famiglie”.

Fate molte trasferte per le varie gare in tutta Italia, ci può raccontare come i ragazzi si preparano e quali sono le emozioni più forti che si respirano prima della gara?

“Penso soprattutto all’hockey che, spostandosi come squadra, vive soddisfazioni e problemi in modo amplificato. La trasferta è un momento veramente impegnativo: gli spostamenti sono problematici e molto costosi, anche perché le carrozzine elettroniche sono ingombranti e trasportabili solo con automezzi attrezzati. C’è poi la necessità durante il viaggio del rapporto “un atleta a un accompagnatore”, familiare o volontario. Ci spostiamo con due pulmini, un carrello e un paio di auto. E’ uno vero e proprio staff che collabora alla preparazione e alla realizzazione della trasferta. Le emozioni? Soddisfazione o delusione, voglia di vincere o rammarico, entusiasmo … dolore, gioia e speranze di tutti gli atleti, insomma!”.