Post terremoto: acqua non potabile in quasi tutta Viterbo e divieto di consumo

Post terremoto: acqua non potabile in quasi tutta Viterbo e divieto di consumo

"È vietato - scrive il comune di Viterbo - in via precauzionale e prudenziale, il consumo di acqua erogata tramite pubblico acquedotto, nelle zone servite dalla fonte idropotabile Settecannelle, ovvero nelle seguenti zone: Respoglio, La Quercia, viale Trieste, quartiere Paradiso, Ellera, quartiere Santa Lucia, quartiere Santa Barbara, strada Teverina da viale Trieste al centro geriatrico Giovanni XXIII".

ADimensione Font+- Stampa

Divieto di consumo di acqua del rubinetto per mezza città. “È vietato – scrive il comune di Viterbo – in via precauzionale e prudenziale, il consumo di acqua erogata tramite pubblico acquedotto, nelle zone servite dalla fonte idropotabile Settecannelle, ovvero nelle seguenti zone: Respoglio, La Quercia, viale Trieste, quartiere Paradiso, Ellera, quartiere Santa Lucia, quartiere Santa Barbara, strada Teverina da viale Trieste al centro geriatrico Giovanni XXIII.

Lo ha stabilito il sindaco Leonardo Michelini, con apposita ordinanza (n. 179 del 31 ottobre 2016), a seguito dell’odierna nota di Talete SPA con la quale comunicava l’intorbidamento, dovuto all’evento sismico di ieri, della fonte Settecannelle, con conseguente erogazione in alcune zone di acqua opalescente. Con la stessa nota Talete comunicava inoltre che, pur essendo in corso il monitoraggio chimico-fisico e batteriologico delle acque interessate, tuttavia, in via precauzionale e prudenziale, si riteneva opportuno predisporre apposita ordinanza sindacale per il divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile.
Tale divieto sarà valido fino a nuova ordinanza con cui si comunicherà la cessata necessità del divieto stesso”.

Banner
Banner
Banner