Possibile opera di Michelangelo all’interno della Basilica de La Quercia

Possibile opera di Michelangelo all’interno della Basilica de La Quercia

Sotto la lente il Tabernacolo al centro dell'importante chiesa viterbese, realizzato in marmo di Carrara da Andrea Bregno e portato a compimento nel 1490-1491. Michelangelo aveva diciassette anni e si stava formando proprio all'interno della bottega del Bregno. Agli inizi del 2000 un altro studioso, Enrico Guidoni, aveva parlato di possibile attribuzione a Michelangelo del Tabernacolo viterbese.

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Possibile opera di Michelangelo all’interno della Basilica de La Quercia. A mettere sul tavolo l’ipotesi il critico d’arte Andrea Alessi, direttore del Museo della Città di Acquapendente.

Sotto la lente il Tabernacolo al centro dell’importante chiesa viterbese, realizzato in marmo di Carrara da Andrea Bregno e portato a compimento nel 1490-1491. Michelangelo aveva diciassette anni e si stava formando proprio all’interno della bottega del Bregno. Agli inizi del 2000 un altro studioso, Enrico Guidoni, aveva parlato di possibile attribuzione a Michelangelo del Tabernacolo viterbese.

Alessi sta effettuando degli studi all’interno della Basilica perché coinvolto dalla Pro Loco di Viterbo in un ciclo di incontri volti a diffondere la consapevolezza dell’importante patrimonio storico-artistico custodito nella città dei papi. Non a caso il titolo scelto dall’iniziativa è ‘La Grande Bellezza’. Sabato 20 maggio l’incontro presso la Basilica di Santa Maria della Quercia alle ore 18 (tutte le info sulla pagina Facebook Pro Loco Viterbo) per ‘Da Bregno a Michelangelo, dal Sangallo ad Andrea Della Robbia un viaggio straordinario nell’arte e nella cultura Rinascimentale’.

“Proprio preparando questo ciclo di incontri con la Pro Loco di Viterbo abbiamo ripreso quanto scritto da Guidoni. Ho iniziato a studiarlo, ammetto con non poco scetticismo. Devo ricredermi, ritengo che ci sia una compatibilità di una parte della lavorazione del Tabernacolo con un Michelangelo giovane. Effettivamente studiando nei dettagli l’opera ritengo evidente la realizzazione della parte bassa da mani diverse da quelle del Bregno, autore dell’opera – spiega Alessi -.

Questo effettivamente apre la strada a una possibile attribuzione, che dovrà essere attentamente valutata, al giovane Michelangelo. Il futuro autore della Cappella Sistina infatti, proprio negli anni in cui viene ultimato il Tabernacolo de La Quercia, era nella bottega del Bregno. E’ possibile che il Bregno stesso abbia affidato la parte meno importante dell’opera, la parte bassa, a qualche collaboratore. La cosa più sorprendente è però il paragone di quanto scolpito nelle tre formelle degne di attenzione con altre opere certe di Michelangelo o comunque attribuite a lui. In particolare comparando la formella centrale della parte bassa con altre sculture realizzate dall’artista nel duomo di Siena e a San Petronio a Bologna”.

Nello specifico la parte bassa del Tabernacolo è costituita da tre formelle. Quella centrale contiene una raffigurazione della Natività. Quella di destra e quella di sinistra le raffigurazioni di due angeli speculari. “Gli angeli sono simili all’angelo che tiene il candelabro di Bologna, attribuito a Michelangelo – entra nel dettaglio Alessi -. Il San Giuseppe della Natività invece ricalca il San Paolo scolpito da Michelangelo nella cattedrale di Siena. Ci sono ingenuità prospettiche, ma questo potrebbe essere compatibile con la giovane età di Michelangelo all’epoca, dieci anni prima della realizzazione della Pietà di San Pietro a Roma. Fanno pensare a Michelangelo alcuni canoni tipici: le volumetrie ampie, i paesaggi scarni, l’uso del grottesco”.

Alessi è chiaro: “Sono necessari approfondimenti”. La notizia è comunque significativa e accende l’entusiasmo del gruppo della Pro Loco e del parroco de La Quercia che stanno mettendo in piedi un prezioso lavoro di studio e valorizzazione delle bellezze della basilica.