“Il vero musulmano nasce dall’amore, il falso semina odio”

“Il vero musulmano nasce dall’amore, il falso semina odio”

Manel Zerizer, musulmana da anni in Italia, scrive una lettera al sindaco Michelini per raccontagli cos'è veramente l'islam: una religione d'amore che non predica violenza e terrore.

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I tragici momenti dell’attentato a Parigi di pochi giorni fa hanno lasciato il mondo occidentale nell’angoscia, come accadde nel 2011 dopo gli attacchi alle Torri Gemelle. Oggi più di ieri, però, il primo sentimento di molti è quello di puntare il dito, non tanto contro un gruppo terroristico che nel vicino oriente sta terrorizzando la popolazione da tempo, ma contro un intero sistema religioso, vittima della manipolazione di alcuni uomini. L’immigrazione e la paura del terrorismo hanno catapultato la nazione nella paraonia, facendo la fortuna di alcuni che – ahime – creano consenso sulle paure altrui.

In questi giorni le manifestazioni di solidarietà del popolo musulmano al dolore di Parigi, sembrano non essere bastate a tutti. C’è ancora chi teme che la vera minaccia non sia il terrorismo, ma l’Islam in quanto religione. Eppure è proprio dal mondo islamico che arrivano le condanne più pesanti su quello che è accaduto in Francia e le parole più pure verso una religione che non ha nulla a che fare con omicidi e suicidi esplosivi. Pochi giorni fa è stata la volta di Shaymaa Fajed, giovane musulmana viterbese che attraverso la sua pagina facebook racconta il meglio dell’islam. Ora è la volta di un’altra donna di fede musulmana, Manel Zerizer, tunisina che vive da quindici anni in Italia e che, dopo la tragedia di Parigi, ha deciso di scrivere una lettera al sindaco Michelini.

“I recenti dolorosi e, per me, incomprensibili attentati di Parigi mi hanno portato a delle riflessioni che non posso fare a meno di rendere pubbliche in questo triste momento”. Scrive Manel al primo cittadino di Viterbo. Una lettera scritta col cuore in mano, nella quale afferma con convinzione che “il Corano è un libro di pace e amore ed è anche l’ultimo libro religioso scritto dopo il cristianesimo. Non predica violenza e terrore verso chi non segue le sue regole perché ogni religione ha la sua storia che viene rispettata; insegna la libertà ed il rispetto di ogni credo e di tutte le persone, senza odio ed invidia”.

“Gli insegnamenti della mia religione – continua Manel – sono basati sulla libertà della persone e non su regole imposte da genitori, familiari e mariti che rovinano la vita di migliaia di donne. In nessun versetto del Corano è scritto che la donna debba seguire le regole imposte prima dal padre o dai fratelli, poi dal marito o, se non sposata, dall’Imam e mi riferisco in particolar modo all’obbligo del burka e del velo in luogo pubblico. Il burka e il velo sono nati come segno di rispetto verso Dio nel momento in cui si entra in una Moschea e non come obbligo quotidiano, infatti in molti paesi arabi le donne possono liberamente scegliere se indossarlo oppure no”.

L’intento di Manel non è, ovviamente, quello di giustificare una religione verso il sindaco di Viterbo, ma di fare una richiesta: l’avvio di una raccolta firme pubblica per la “libertà del mondo musulmano nella pace”. La stessa parola Islam significa infatti ‘pace’. Sul finire della lettera, però, Manel smette di rivolgersi al sindaco e inveisce contro gli stessi che stanno gettando fango sul suo credo: “Il musulmano vero è pulito dentro e nasce dall’amore, mentre quello falso semina odio e cattiveria. Basta! Voi non siete nulla e non rappresentate niente, se non il diavolo e l’inferno. La vostra bandiera nera con la scritta del nostro Dio e del nostro profeta Maometto, l’avete sporcata con il sangue anche dei nostri fratelli musulmani. Spero in un mondo migliore dove tutte le religioni, tutte le culture e tutti gli uomini possano vivere nel rispetto reciproco”.