Cambiare Viterbo, una sfida impossibile?

Cambiare Viterbo, una sfida impossibile?

Levata di scudi della cittadinanza dopo l'attacco a un secondo varco elettronico della Ztl nel centro di Viterbo.

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Gli avvenimenti di questi ultimi giorni ai varchi Ztl del nuovo progetto Plus, ci fanno venire in mente tante domande, prima fra tutte se sia mai possibile cambiare questa città. Un capoluogo che a volte sembra fermo da qualche decennio. Ogni tanto spunta fuori un progetto sul quale la gente scommette e che puntualmente poi viene dimenticato da tutti, accantonato anche dalla politica che fino a poco prima lo portava in spalla come “sogno nel cassetto” (credo che l’aeroporto sia uno degli esempi più calzanti che possa tirare fuori dal cilindro).

Finalmente poi arriva un progetto concreto, fattibile, come il Plus che prevede l’ammodernamento di alcune strutture e l’abbellimento di alcune zone della città, a tutto beneficio dei cittadini e dei turisti, ma qualcuno decide che Viterbo deve rimanere com’è sempre stata. Si migliorino le aree verdi, si aumenti l’illuminazione, ma non si tocchi il sacro diritto a girovagare per il centro storico in macchina. La zona medievale di San Pellegrino è sicuramente una delle più affascinanti della Città dei Papi, eppure è proprio lì che per ben due volte i varchi elettronici della Ztl sono stati colpiti e distrutti.

Due attacchi mirati a far rimanere Viterbo nella sua arretratezza, che ci dicono a chiare lettere: toccateci tutto ma non le auto nel centro storico. Fortunatamente, però, dopo l’ira funesta dell’assessore Ricci, c’è stata una levata di scudi a difesa del progetto. Forze politiche di maggioranza e opposizione, commercianti, cittadini e associazioni si sono scagliati contro quelli che vengono definiti “ignobili atti intimidatori”. 

C’è chi consiglia la risposta dura chiudendo la zona di San Pellegrino al passaggio delle auto, chi consiglia l’installazione di telecamere a vigilanza dei varchi elettronici e chi si limita alla solidarietà con l’Amministrazione, che dovrà sborsare 13mila euro per la riparazione del primo varco e una cifra ancora non specificata per il secondo…soldi dei contribuenti, ovviamente, quindi anche di chi ha incendiato e distrutto quei varchi elettronici e che magari potevano essere utilizzati in altro modo.

La grande sollevazioni di ieri in favore del Plus, ci fa capire che un’altra Viterbo è possibile. L’unico problema sono i “bulli” di quartiere, quelli per cui il cambiamento è il male assoluto. Nelle scuole di management una delle prime lezioni, infatti, è che c’è sempre un problema nella frase “abbiamo sempre fatto così”. Il cambiamento e l’evoluzione sono alla base dello sviluppo della società, ma qualcuno vuole impedirlo. Ragazzini annoiati, piccoli boss di quartiere o semplicemente il gesto di un singolo che rifiuta il “nuovo”, questi atti vandalici impediscono che Viterbo recuperi l’arretratezza in confronto ad altri capoluoghi italiani.

 

  • pascal91

    voglio fare l’avvocato del diavolo: 1) non proteggere con videosorveglianza attrezzatura che costa 12.000 euro è da imbecilli quasi quanto dargli fuoco
    2) i varchi elettronici del progetto plus sono male posizionati: non eliminano nè il problema del parcheggio selvaggio in piazza San Pellegrino, visto che la ztl resterà aggirabile con un piccolo contromano (come si usa fare adesso), e porteranno sosta selvaggia e disordine nelle zone limitrofe (soprattutto Pianoscarano).
    Perchè non “approffittare” e mettere i varchi invece a porta del Carmine e porta San Pietro?