Bike sharing a Viterbo? No, grazie

Bike sharing a Viterbo? No, grazie

Bike sharing a Viterbo? No grazie. L'idea progettuale era balenata tra le stanze di Palazzo dei Priori nella primavera del 2014, primo anno dell'era Michelini. Poi un lungo silenzio e il nulla. Il mancato avvio dell'iniziativa è segno dell'immobilismo in cui il capoluogo della Tuscia è rimasto inchiodato in questi anni.

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Bike sharing a Viterbo? No grazie. L’idea progettuale era balenata tra le stanze di Palazzo dei Priori nella primavera del 2014, primo anno dell’era Michelini. Poi un lungo silenzio e il nulla. Il mancato avvio dell’iniziativa è segno dell’immobilismo in cui il capoluogo della Tuscia è rimasto inchiodato in questi anni.

Il servizio consisterebbe, come in tante città d’Italia e del mondo, nella messa a disposizione di cittadini e turisti di biciclette. Nel caso viterbese, vista la conformazione del territorio, elettrice. La traduzione del termine inglese “bike sharing” è la seguente: “condivisione della bicicletta”. Si tratta di un servizio pubblico che di fatto rappresenta uno strumento, a disposizione della pubblica amministrazione, per sviluppare e incrementare una politica di mobilità sostenibile.

Integrando il bike sharing con un efficace ed efficiente sistema di trasporto autobus diventa possibile ridisegnare la fruibilità e vivibilità di una città, specie se piccola come Viterbo. Il bike sharing prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette.Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless. Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in quel momento.

A seconda del sistema, alla fine dell’utilizzo la bicicletta può essere riportata in un’altra stazione o obbligatoriamente nella medesima stazione di partenza. Ma inutile parlarne, tanto a Palazzo dei Priori sono già impegnati in altro. Ci sono le elezioni regionali, le politiche e la campagna elettorale per il Comune stesso. Chi se ne frega della programmazione e della città.