Backstage – La politica che non interessa a nessuno

Backstage – La politica che non interessa a nessuno

La politica è l'argomento che meno interessa ai cittadini. E' un fatto certo, inequivocabile: lo dimostrano le visualizzazioni (su Internet e sui sociale network) delle notizie pubblicate riguardanti argomenti di tal genere. Eppure, senza voler colpevolizzare nessuno, in questi giorni e fino a quando non saranno ufficiali le candidature, i giornali (cartacei e on line) continueranno ad essere pieni di (presunte) certezze e/o (succose) anticipazioni sui nomi che tenteranno la scalata al Parlamento e alla Regione

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La politica è l’argomento che meno interessa ai cittadini. E’ un fatto certo, inequivocabile: lo dimostrano le visualizzazioni (su Internet e sui sociale network) delle notizie pubblicate riguardanti argomenti di tal genere. Eppure, senza voler colpevolizzare nessuno, in questi giorni e fino a quando non saranno ufficiali le candidature, i giornali (cartacei e on line) continueranno ad essere pieni di (presunte) certezze e/o (succose) anticipazioni sui nomi che tenteranno la scalata al Parlamento e alla Regione. In tutta sincerità, uno stucchevole giochetto che riscuote l’attenzione di pochissimi intimi. Tanto, bisogna convincersi che la stragrande maggioranza dei cittadini ha già deciso chi e soprattutto se votare. E non saranno certo i programmi, anzi i proclami a convincere a cambiare idea. Tanto meno sarà la presenza in lista di Tizio o di Caio o di Sempronio a spostare le intenzioni di voto o di astensione che, con tutta probabilità, sono già consolidate.

Dunque, vale la pena chiedersi perché tanta attenzione pur sapendo a priori che tali articoli non riceveranno adeguata attenzione. Al massimo un po’ di curiosità. La risposta sta probabilmente nel fatto – si tratta di opinione assolutamente personale – che sono gli stessi protagonisti a sollecitare i pezzi, come se una qualche “segnalazione” possa realmente servire ad orientare le decisioni che si andranno a prendere al momento delle composizione delle liste. Non funziona così: lo sanno bene i politici. Ma non importa, l’importante è apparire.

A proposito di “apparizioni”, sarebbe utile comprendere come mai qualcuno (che pure di esperienza ne ha maturata parecchia) abbia deciso di aprire già un comitato elettorale in funzione dell’elezione alla Pisana dando così per scontata la propria candidatura, quando i giochi sono ancora tutti da fare. Metodo piuttosto singolare, vien da osservare, tanto più che sembra profilarsi un affollamento di pretendenti, tutti con buone potenzialità sulla carta. Quindi è presumibile che più di qualcuno alla fine si ritroverà con niente in mano.

Ma non è un record, visto che c’è qualche altro che ha cominciato la volata verso Palazzo dei Priori addirittura un paio di anni fa, attraverso incontri (ai quali partecipano sempre le stesse persone) che non si sa bene quale funzione abbiano, se non quella di ascoltare incoraggiamenti ed esortazioni ad insistere che poi potrebbero non trovare conferma al momento delle designazioni vere. E allora? Sbagliando, si ritiene che un po’ di scena possa servire ad influenzare le decisioni. Anche in questo caso non funziona. Tanto più che si dimentica con troppa superficialità un antico, ma sempre attuale, adagio: chi entra papa in conclave, alla fine esce cardinale.

Decarta racconta la Tuscia