Backstage – Caffeina tra amore e odio

Backstage – Caffeina tra amore e odio

Amore e odio. Caffeina suscita sentimenti contrapposti, ugualmente forti e ugualmente contrastanti. Non si scappa: quel maxi contenitore è fonte di infinite discussioni dalle quali ognuno esce rafforzato nelle proprie convinzioni

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Amore e odio. Caffeina suscita sentimenti contrapposti, ugualmente forti e ugualmente contrastanti. Non si scappa: quel maxi contenitore è fonte di infinite discussioni dalle quali ognuno esce rafforzato nelle proprie convinzioni. Backstage non ha voglia e soprattutto titoli per parteggiare per l’una o per l’altra categoria: basta limitarsi ad osservare e a riferire ciò che accade.

Dunque, la kermesse è cominciata venerdì scorso ed è stato subito un enorme successo di pubblico, al di là della presenza pur significativa di un big come Roberto Saviano. Anche gli altri eventi, sebbene in contemporanea con lo spettacolo dell’autore partenopeo, sono stati seguiti da un pubblico attento e numeroso. Questi sono fatti, come pure è assolutamente vero che vie e piazze del centro storico sono state invase da migliaia di persone tanto da rendere complicato persino il passeggio. A parte Santa Rosa e relativo Trasporto, quando mai Viterbo in qualunque periodo dell’anno può vantare tale movimento nelle ore serali e notturne? La risposta è molto semplice e non vale neppure la pena citarla tanto è lapalissiana. Filippo Rossi e la sua compagnia hanno saputo ampliare (persino anche troppo) un contenitore nato in sordina e senza particolari pretese, ma oggi diventato un punto di riferimento nel panorama nazionale.

E’ di tutta evidenza che sia le attività commerciali stanziali che quelle nate per l’occasione abbiano lavorato a pieno ritmo, dando la possibilità anche a diverse decine di giovani di poter guadagnare qualcosa. Qualcuno è in grado di offrire una qualche alternativa? Gli “amatori” gongolano perché ad un prezzo oggettivamente alla portata di tutti (4 euro, meno di una pizza) si possono ammirare artisti di valore assoluto, ascoltare autori prestigiosi, assistere a spettacoli di buon livello.

Gli “odiatori” di professione accusano Rossi & co di aver creato un grande business con la manifestazione. Come se questo fosse un reato… In realtà, non c’è nulla e nessuno che possa impedire a chicchessia (pubblico e/o privato) di operare allo stesso modo, magari facendo nascere Teina o Nicotina o Pincopallina: basta avere idee, trovare gli sponsor giusti e proporre programmi validi. Peraltro, va pure detto in onestà che la mano pubblica nei finanziamenti di Caffeina ha progressivamente perso peso e incisività. La gran parte dei soldi necessari a mandare avanti la kermesse viterbese arriva dai privati, cioè da aziende e attività che sborsano diversi quattrini per essere presenti con i loro stand e con le loro postazioni. Anche questi sono fatti: piaccia o non piaccia, funziona così. E funziona bene. Varrebbe la pena anche ricordare che lo scorso anno la prima edizione del Caffeina Christmas è stata un autentico boom e che quella 2017 si preannuncia ancora più ricca e con arrivi corposi per tutto il periodo della rassegna.

Un’altra obiezione di fondo degli “odiatori” riguarda la Cultura, che deve essere gratuita e per tutti. In linea di principio, l’assioma è assolutamente valido. Ma gli aspetti culturali diventano secondari quando prevalgono quelli spettacolari. E lo spettacolo costa e si paga. Chi sdegnosamente si chiude nella torre d’avorio della critica senza se e senza ma dovrebbe tener conto di questi aspetti che non sono affatto limitativi.

Buona Caffeina a tutti e nonostante tutto.

  • pascal91

    Ammazza che analisi fine, non diciamo però che per occupare suolo pubblico Caffeina non paga niente, ma poi subaffitta alle attività commerciali, ssshh!

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