Viterbo, Avignone e Roma. Il terno della mostra 'Gemelli Pontifici'
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Le tre città papali della storia unite dal filo rosso di una mostra sui pontefici medioevali. Sembra essere questo il destino di 'Gemelli Pontifici', nata per benedire il gemellaggio tra Viterbo e Avignone e capace di approdare anche nella città eterna grazie alla coincidenza fortuita del Giubileo.

Viterbo, Avignone e Roma. La mostra ‘Gemelli Pontifici’ potrebbe fare terno. Il tutto grazie all’alto valore scientifico della stessa e a una coincidenza fortuita: la decisione di papa Francesco di indire a partire dall’8 dicembre l’Anno Santo.

Così quello che era stato pensato come un evento per unire le due città dei papi medioevali, prossime a siglare un gemellaggio, sembra destinato a essere un filo rosso per unire le tre città papali della storia.
L’indiscrezione ha iniziato a circolare da poco e potrebbe essere una delle iniziative sinergiche portate avanti da Viterbo in collaborazione con la città eterna per il Giubileo. Una sorta di testa di ponte per costruire anche altre collaborazioni.

I fatti certi dispongono l’apertura della mostra nel capoluogo della Tuscia nel mese di aprile e proprio in quell’occasione sembra destinato a essere sottoscritto l’accordo di gemellaggio Viterbo-Avignone. In estate ‘Gemelli Pontifici’ sarà invece in Francia e a ottobre la possibilità di approdare sulle sponde del Tevere.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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