Un accordo di Yalta per Palazzo dei Priori? Subito dopo sarà guerra fredda

Le bocche sono cucite ma uno scenario plausibile è quello di una Yalta viterbese. Continua l'esperienza Michelini? Si va al commissariamento? L'importante sembrerebbe essere evitare il voto di giugno, per tutte le forze nella contesa. E subito dopo Yalta tutto sarà sprofondato nella guerra fredda.
Le voci che si rincorrono in queste ultime ore sul fronte crisi è che si starebbe per siglare un accordo tra le varie forze in contrapposizione tra loro. Insomma si sta ragionando su come uscire dalla confusione in cui è precipitata l’amministrazione Michelini ma soprattutto il Partito Democratico.
Le bocche sono cucite ma uno scenario plausibile è quello di una Yalta viterbese. Continua l’esperienza Michelini? Si va al commissariamento? L’importante sembrerebbe essere evitare il voto di giugno, per tutte le forze nella contesa. E subito dopo Yalta tutto sarà sprofondato nella guerra fredda.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















