Trilogia livornese a Palazzo Doebbing
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Tre intense nature artistiche ben diverse tra loro, ma con una unica matrice prettamente livornese, quella di una città impregnata di salsedine e di arte che, tra i molti, ha dato i natali a Giovanni Fattori e Amedeo Modigliani.

SUTRI – Domenica 19 aprile, alle ore 10:30, nei saloni del Museo di Palazzo Doebbing a Sutri si inaugura la mostra d’arte “TRILOGIA LIVORNESE – 3 pittori livornesi a Sutri” con Dario Ballantini, Federico Maria Sardelli e Capras. Ideata e organizzata dal signor Roberto Barbieri e Stefano Caprina (Capras), ha incontrato subito una visione favorevole e condivisa con il Comune di Sutri, nelle persone del Sindaco Matteo Amori e il direttore del Museo Pietro Paolo Lateano. Determinante, inoltre, è stata la collaborazione con Archeoares.

Come afferma lo stesso Sindaco: “L’investimento in programmazione espositiva di alto profilo – orientata verso artisti di
riconosciuta autorevolezza – risponde a una precisa visione: attivare un circuito virtuoso in cui il patrimonio storico dialoghi con la contemporaneità, incrementando il capitale simbolico del territorio. È in questo quadro che si colloca la presenza di Dario Ballantini, Federico Maria Sardelli e Capras: tre autori che, pur nella diversità dei rispettivi statuti linguistici, condividono un’elevata densità di ricerca e una piena legittimazione critica.

Dario Ballantini si distingue per una grammatica pittorica che si innesta nel solco dell’espressionismo postmoderno. Le sue opere, caratterizzate da un cromatismo acceso e da una gestualità segnica dinamica, sono state presentate in sedi prestigiose – da Parigi a New York – e in importanti mostre personali come Identità Artefatte e Esistenze Inafferrabili, dove emerge con forza il tema dell’uomo smarrito e inerme davanti all’incessante scorrere del tempo. La sua ricerca pittorica, riconosciuta anche da figure come Vittorio Sgarbi e Achille Bonito Oliva, lo colloca a pieno titolo tra gli interpreti più significativi della figurazione contemporanea italiana.

Accanto a lui, Federico Maria Sardelli, figura poliedrica di levatura internazionale, trasferisce nella pittura la medesima disciplina formale e profondità culturale che contraddistinguono la sua attività musicale e musicologica. Le sue opere – esposte in contesti come la Galleria degli
autoritratti degli Uffizi – spaziano dal paesaggio alla rappresentazione simbolica, rivelando una straordinaria padronanza tecnica e una raffinata sensibilità narrativa, capace di coniugare memoria storica e visione contemporanea.

Stefano Caprina, in arte Capras, infine, esponente di una ricerca pittorica che si colloca nel solco della sperimentazione contemporanea, contribuisce a completare questa trilogia con un linguaggio che dialoga criticamente con la tradizione, reinterpretandola attraverso codici visivi aggiornati e una tensione costante verso l’innovazione.”

Insomma, tre intense nature artistiche ben diverse tra loro, ma con una unica matrice prettamente livornese, quella di una città impregnata di salsedine e di arte che, tra i molti, ha dato i natali a Giovanni Fattori e Amedeo Modigliani.

“Accogliere a Sutri artisti di tale levatura non rappresenta soltanto un’operazione espositiva, ma un atto di valorizzazione intrinseca del patrimonio locale: il confronto con linguaggi alti e riconosciuti produce infatti un effetto di rifrazione culturale che accresce il significato stesso dei luoghi che li ospitano, ridefinendone la percezione e il posizionamento nel contesto nazionale. I risultati di questa strategia sono tangibili.”

La mostra sarà aperta dal 19 aprile al 14 giugno 2026 ogni venerdì, sabato, domenica e festivi, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Per informazioni è possibile contattare i responsabili scrivendo a sutri@archeoares.com oppure chiamando il numero 0761 60 93 80.

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