Sociale, Delle Monache: "Comune di Viterbo latitante in questa emergenza"
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VITERBO - Lina Delle Monache non risparmia critiche a come l'amministrazione Arena ha gestito una serie di questioni riguardanti la delicata sfera del sociale che sono emerse all'interno della grande crisi innescata dalla pandemia Covid-19.  

VITERBO – “I servizi sociali di Palazzo dei Priori non sono stati all’altezza della situazione in questi mesi. Non sono stati reinventati per essere efficaci nonostante le difficoltà aggiuntive”. Lina Delle Monache non risparmia critiche a come l’amministrazione Arena ha gestito una serie di questioni riguardanti la delicata sfera del sociale che sono emerse all’interno della grande crisi innescata dalla pandemia Covid-19.  

“Comune inesistente nel contrastare il digital divide. Non siamo andati in soccorso dei bambini e studenti che hanno avuto bisogno della connessione internet o dei tablet e sono rimasti esclusi dal sistema scolastico perché le loro famiglie non sono riuscite a fare fronte alla questione. Un Comune ben gestito avrebbe dovuto prevedere un fondo per farsi carico di abbonamenti internet e supporti per sostenere il diritto allo studio. Così non è stato e come consigliere ho ricevuto tante segnalazioni di ragazzi che sono scomparsi dalle classi. Lo reputo inaccettabile”. La bordata del consigliere Delle Monache.

“Non finisce qui – continua – è saltata l’assistenza a domicilio e nessuno ha pensato alla possibilità di convertirla in remoto. E’ un tema che riguarda nella nostra città 530 bambini e 250 adulti non autosufficienti”. 

Ma finiscono nel mirino del consigliere anche altri aspetti, i buoni spesa per esempio: “Sarebbe meglio stendere un velo pietoso su come sono stati gestiti. Sono a conoscenza di persone che a un mese e dieci giorni dalla domanda non hanno avuto nulla. Inoltre mi viene da chiedere quanti soldi ci ha messo il Comune. A me risulta che tutti i buoni dati sono stati pagati con i fondi di governo e Regione”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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