Registro tumori: in cinque anni oltre 10mila casi nella Tuscia
via saffi
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Presentato in via Saffi lo strumento dell'Asl per le statistiche sulla malattia e l'incidenza fra le varie fasce d'età

Presentato ieri dalla Asl viterbese il registro tumori della provincia di Viterbo. Uno strumento per raccogliere le statistiche e i vari casi di malattia nella Tuscia e trarre conclusioni che possono aiutare il personale medico locale nella cura dei malati. A presentarlo nella sala della Provincia in via Saffi, c’era il direttore del dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario del Lazio, Marina Davoli, il presidente dell’associazione italiana registri tumori, Lucia Mengono, e il direttore Uoc PreSal, Augusto Quercia.

Secondo i dati rilevati, nel viterbese dal 2016 al 2010 sono stati diagnosticati 10.256 nuovi casi di tumore, escludendo dal conteggio i carcinomi cutanei. Di questi il 55,3% (5.676 casi) sono riferiti a uomini, mentre il 44,7% (4.580 casi) a donne.

 

La media vuole che ogni anno nella Tuscia vengano registrati 2051 nuovi casi, 1135 tra gli uomini e 916 tra le donne. Tanti anche i casi di decessi in seguito alla malattia. Negli stessi cinque anni, infatti, sono stati registrati 4977 morti, con un’incidenza maggiore sempre sugli uomini. La mortalità media è di 995 casi all’anno.

 

Stando alla statistica, nella Tuscia un uomo su tre e una donna su quattro rischiano una diagnosi di tumore maligno. Questo tipo di malattia, però, sembra colpire maggiormente persone in età avanzata: il 64% dei malati, infatti, ha oltre 65 anni al momento della diagnosi. Il 35% oltre 75 anni, mentre solo il 25% è tra i 50 e i 64 anni. Ancora più bassa l’incidenza dai 20 ai 40 anni che si aggira sul 10%, mentre è meno dello 0,5% tra 15 e i 19 anni.

 

La buona notizia è che secondo il registro nella Tuscia i tumori sono in calo, anche se molto lentamente. Gli esperti dicono che il calo è circa del 2,5%. La cattiva è che il dato di incidenza nella Tuscia è più alto rispetto alla media nazionale, anche se esistono comunque zone con incidenze più elevate.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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