La guerra di narrazioni in bilico tra i danni e l'investimento su una politica di lungo periodo
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EDITORIALE - Cosa fare allora? Cercare la verità, tirare una riga su quella e guardare bene chi finisce per trovarsi fuori gioco. A quel punto non dimenticare quando si vota ai congressi, non dimenticare quando si vota  a tutti gli altri livelli. Perché un cittadino ha un solo interesse: che la città cresca e prosperi. Tutto il resto è dannoso e le persone intelligenti hanno un solo comportamento davanti a ciò che è dannoso: lo combattono, se ne allontanano, lo buttano. 

EDITORIALE – Cosa è la politica? Difficile cercare di dare una risposta, di questi tempi, dalla geolocalizzazione Viterbo. La città è sotto il fuoco incrociato di una “guerra di narrazioni”. Ci sono “depositari della verità”, “sacri sacerdoti” del vero, “saggi scriba di Facebook” che spingono, con la stessa spietatezza dei pusher al parco, la visione delle cose che fa scopa con i propri interessi. 

Così, se serve, la città è “ghetto”, “cloaca”, “fallimento”. Poi quando ari-serve parte la liturgia di avvaloramento del contrario. Amici, amici degli amici, simpatizzanti, fanatici ideologizzati. Più il loro radicamento allo schieramento è forte più sale la violenza, verbale naturalmente perché “la tastiera ferisce più della spada”. E poi in fondo per quanto schifoso e deprecabile “uno schiaffone futurista” implica sempre una certa dose di coraggio. Più facile maneggiare la diceria, la calunnia, il discredito di chi non la pensa come te. Anche quando sai che in realtà c’è poco da vedere come te perché non esiste niente di quello che dici di vedere ma più bassamente lo devi affermare per logiche di posizione. Ci sta tutto, le robe della politica sono complicate e fangose. Specie quando il livello intellettuale, di competenze e di visione è rasoterra. 

A Viterbo, ai cittadini di Viterbo, converrebbe approfittare di questa situazione per prendere le misure alla sua classe politica. Sono tempi di gazzarra, più dietro le quinte che frontali, utili per capire chi sono i soggetti politici sul palcoscenico viterbese. Tutte le città hanno bisogno di scommettere su una politica di lungo periodo e i votanti farebbero bene a scegliere politici con queste caratteristiche. Gli inseguitori del consenso minuto per minuto, i costruttori di giganteschi problemi quando governano altri e che non ricordano di averli avuti, in epoche di loro governo, anche loro quei problemi sono scommesse a perdere. 

Dove sono i politici capaci di una politica di lungo periodo in questa città? Dovremmo analizzare i tempi attuali per individuarli e premiarli. Il loro avanzamento nei rispettivi partiti e gruppi civici è garanzia di un futuro migliore per il territorio. I “macchinatori”, gli “strumentalizzatori”, i “fomentatori di popolo” (che fomentano puntando sulla leva della poca intelligenza di chi abbocca) vanno riconosciuti e isolati. Vanno ostracizzati e messi al bando. Nella democrazia greca si faceva così, reputandoli dannosi. 

Girano tante chiacchiere infondate e inventate di questi tempi. Girano giudizi fuorvianti sulle cose. Girano come soldi falsi. Amare la città non significa volerla prendere costi quel che costi, quello si chiama stupro. E se c’è una guerra di narrazioni, palese, significa che c’è qualcosa che non va. Tante persone perbene in tutti gli schieramenti, diversi “insensati” (rispetto al perseguimento dell’interesse comune) un po’ ovunque. Cosa fare allora? Cercare la verità, tirare una riga su quella e guardare bene chi finisce per trovarsi fuori gioco. A quel punto non dimenticare quando si vota ai congressi, non dimenticare quando si vota  a tutti gli altri livelli. Perché un cittadino ha un solo interesse: che la città cresca e prosperi. Tutto il resto è dannoso e le persone intelligenti hanno un solo comportamento davanti a ciò che è dannoso: lo combattono, se ne allontanano, lo buttano. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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