I magnifici sette, giustizieri di Michelini o di se stessi?
Mag7
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Hanno dominato, con la loro assenza, la scena politica viterbese degli ultimi sessanta giorni. Sono i sette, qualcuno li ha chiamati anche "i magnifici sette". Si pensava potessero essere i "giustizieri" di Michelini, ora rischiano di esserlo di se stessi.

La loro decisione di revocare la fiducia al sindaco Michelini in data 19 dicembre ha di fatto cambiato lo scenario politico. Tutti siamo rimasti per sessata giorni filati ad aspettare da un momento all’altro la caduta dell’amministrazione.

Un fallimento politico da certificare nello studio di un notaio. Ma tutto questo non c’è stato. I sette non credono più in Michelini. Non vogliono però poltrone, come nei più classici drammi dei palazzi politici, hanno semplicemente la nausea. Nausea di continuare a mettere la faccia per conto di un’amministrazione che non condividono per stile, modi e – a detta loro – un’eccesiva dose di arroganza.

Il problema è che la caduta di Michelini non c’è stata e i sette non si sa più cosa sono, cosa rappresentano. I bene informati dicono che faranno cadere Michelini ma dopo il 24 febbraio, per scongiurare la prospettiva del voto a giugno. Questo perché il voto a giugno non è gradito al loro partito.

Questo manderebbe però la città sotto un anno di commissariamento. Una cura peggiore del male. Così facendo i sette rischiano di diventare i “giustizieri” di se stessi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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