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VITERBO - In questo momento, che tanti ristoratori della nostra provincia stanno ricevendo disdette di prenotazioni e si trovano i locali vuoti lanciamo l'appello a tutti di continuare a vivere normalmente.
di redazione

Per anni, in molti ne hanno criticato la collocazione logistica con una motivazione assolutamente valida: non è logico in quel giorno della settimana chiudere il parcheggio più grande del centro.

E proprio nel capoluogo ebbi modo di conoscerlo e di frequentarlo pressoché quotidianamente. Allora, metà degli anni Novanta, lavoravo al Corriere dell'Umbria proprio alla redazione sportiva.

STORIE DI NATALE - La moglie di Babbo Natale stava leggendo una lettera. Una mano teneva il foglio e l’altra stava sul petto per contenere il fragore delle risate che le provenivano dal cuore “oh oh oh!” e ancora “OH OH OH!”.
di redazione

STORIE DI NATALE - Si avvicina il Natale, Arianna e Michele, due piccoli fratelli, decidono assieme di costruire un piccolo presepe.
di redazione

STORIE DI NATALE - “Ciao caro Babbo, sono io, la Befana! Hai dormito? Ti sei ripreso dalla sfacchinata di stanotte?”. all’altro capo il celebre interlocutore le stava rispondendo con la voce roca di chi si è appena svegliato.
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STORIE DI NATALE - Era il 1917, uno dei terribili anni della prima guerra mondiale. Sulle trincee spirava un vento gelido e c'era tanta neve. I soldati si muovevano cauti, la notte era senza luna, ma serena e tutti avevano paura di incontrare delle pattuglie nemiche, perché il nemico era lì davanti a loro.
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STORIE E CURIOSITA' - 84 anni, viterbese, segni particolari: un amore enorme per i presepi e per Viterbo che riproduce fedelmente nei suoi piccoli capolavori.

STORIE DI NATALE - Tra la folla di quello sfavillante mercatino Osvald se ne stava su una panchina. Le strade di Norimberga, come al solito affollate e assordanti, portavano a quelle bancarelle, in un via vai di luci e persone che spingevano tra tetti e casette degne di un quadro.
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STORIE DI NATALE - In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada.
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