Amministrazione Michelini, imboccata la strada giusta verso il "Comune delle banane"
Consiglio comunale
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Questa settimana abbiamo fatto accomodare al posto dei consiglieri comunali delle bellissime banane. Potrebbero fare meglio? Non lo sappiamo. Di sicuro non litigherebbero e se "Comune delle banane" deve essere meglio dare spazio alle banane stesse. Così tutti capiscono che siamo alla frutta.

La strada su cui sta camminando il sindaco Michelini e tutto il contorno porta dritto dritto verso l’istaurazione del “Comune delle banane”. Una versione locale della più celebre Repubblica.

La dignità dell’istituzione ormai è ridotta a zerbino delle faccenducce politiche, partitiche e umane di questi signori, scelti dai viterbesi nel lontanissimo giugno 2013 per governare la città. Non potendo più governarla, a causa di un cambiamento radicale dello scenario politico e dei rapporti personali tra loro, hanno pensato bene di sfasciarla. A iniziare da Palazzo dei Priori e dal consiglio comunale.

Quanto andato in scena venerdì è praticamente il fondo. Si può però ancora scendere di un gradino. Il passo coraggioso da fare che rimane è solo uno: la rissa. Anche se in realtà proprio venerdì qualche lampo di genio in questa direzione è balenato. Così dopo più di 50 giorni di crisi abbiamo pensato di raccontare questa situazione mettendo delle banane sedute sugli scranni della sala d’Ercole.

Potrebbero fare meglio? Non lo sappiamo. Di sicuro non litigherebbero e se “Comune delle banane” deve essere meglio dare spazio alle banane stesse. Così tutti capiscono che siamo alla frutta.

 

 

Fotomontaggio: Ideazione Roberto Pomi, realizzazione grafica Luca Appia

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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