Viterbo città delle (ex) belle fontane. Il caso

Viterbo città delle (ex) belle fontane. Il caso

Tra acqua che fuoriesce dalle vasche e inonda la strada e pozze di melma la fontana di Piano è ridotta a un disastro. Eppure in campagna elettorale Michelini aveva annunciato grande attenzione per questi monumenti cittadini. Promesse elettorali? Pare proprio di sì.

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E’ tra i monumenti più conosciuti della Città. La sua costruzione risale al Medioevo, quando era nota come Fontana di San Pietro alla Rocca. Nel corso di un restauro, nel Quattrocento, fu aggiunta una nuova vasca, lunga sette piedi. Nel Cinquecento, la primitiva fontana fu sostituita con una nuova costruzione, disegnata dal Vignola. La struttura ottagonale dell’opera è arricchita da una gradinata che conduce a una vasca, anch’essa ottagonale, sormontata da due vasche concentriche; sulla sommità della fonte è collocato il giglio dei Farnese.

E’ una delle fontane più belle di Viterbo, la città delle “belle fontane”. Di certo lo rimane sulla carta e non certo in realtà. La situazione infatti è imbarazzante e lo testimoniano questi scatti, ma invitiamo i cittadini a toccare con mano.

Tra acqua che fuoriesce dalle vasche e inonda la strada e pozze di melma la fontana di Piano è ridotta a un disastro. Eppure il sindaco Leoanardo Michelini, quando era un semplice candidato alla carica di primo cittadino aveva messo l’attenzione per questi monumenti di Viterbo al centro della propria agenda politica. Era solo roba da campagna elettorale? A quanto pare sì.

 

Decarta racconta la Tuscia