Un viterbese in Antartide – “Fa paura, eppure è stupendo”

Un viterbese in Antartide – “Fa paura, eppure è stupendo”

Bruno Pagnanelli esce e va a fare due passi, sul bianco. Sente il freddo, vede il ghiaccio. Cosa sta facendo da queste parti un uomo? Una delle pagine più belle di questo diario dall'Antartide.

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Bruno Pagnanelli esce e va a fare due passi, sul bianco. Sente il freddo, vede il ghiaccio. Cosa sta facendo da queste parti un uomo? Una delle pagine più belle di questo diario dall’Antartide.

 

Quando penso alla distanza mi spavento. Quando penso al freddo, altrettanto. Oggi ero li, a camminare sull’immacolato, su quello che è costruito da millenni, a cercare di riprendermi dallo stupore per ciò che vedevo.
Ho perso per pochi minuti il contatto dagli altri e mi sono ritrovato, solo, in mezzo a niente.

Era bellissimo. Senti i passi sul ghiaccio che suonano, che fanno eco, che scricchiolano. Prima di riprendere la strada e di ricongiungermi ci ho pensato. Cazzo, fa paura. Se ti fermi e ci pensi, se lasci entrare le paure, se inizi a sentire il vento che ti tocca il naso e te lo fa sciogliere dentro, quando senti le dita che fanno male…beh, quel fiato là fuori, ti terrorizza.

Eppure è stupendo. Non c’è altro modo per dirlo. Il mondo visto da qua in fondo è solo stupendo. E’ così.
Gigantesco, libero, puro, eterno. Sembra tutto spento e invece, con i suoi ritmi sconosciuti, siderali, si muove, vive.
Sembra senza tutto, è il nulla, anche con le nuvole e il sole, con l’azzurro e il grigio e le rocce sotto le coperte di ghiaccio.

E poi ti appaiono puntini neri in mezzo al bianco, sulla superficie di un mare non più liquido. E lì ci sono cuori, speranze, progetti, anni di studio, idee. C’è un sacco di fatica dietro. Anche di quelli che, quei cuori, li sostengono, li fanno vivere, dormire, mangiare. Il mio buongiorno, o buonanotte poco importa, a chi quella fatica, la respira nel freddo. Ogni giorno.