Tutela del lago di Bolsena, Il Dafne (Unitus) pronto a dare il proprio contributo

Tutela del lago di Bolsena, Il Dafne (Unitus) pronto a dare il proprio contributo

Giorgio Balestra, professore al Dipartimento Agricoltura e Scienze Forestali dell'Università della Tuscia, ha scritto in questi giorni un'interessante lettera alla redazione di Radiogiornale, il giornale che da anni sta portando avanti una campagna d'informazione per la difesa e tutela del lago di Bolsena.

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Giorgio Balestra, professore al Dipartimento Agricoltura e Scienze Forestali dell’Università della Tuscia, ha scritto in questi giorni un’interessante lettera alla redazione di Radiogiornale, il giornale che da anni sta portando avanti una campagna d’informazione per la difesa e tutela del lago di Bolsena.

Un intervento con cui lancia un messaggio: “Qualsiasi attore del territorio sappia che il Dafne è pronto a fornire un contributo sentito, approfondito e concreto. Alla componente politica infatti va necessariamente associata una componente tecnico-scientifica per avviare un processo virtuoso di valorizzazione e di promozione”.

 

LA LETTERA DEL PROFESSOR BALESTRA A RADIOGIORNALE

In merito alla tutela del Lago di Bolsena, leggo molti articoli e, a prescindere dalle ‘cavalcate politiche del momento’, evidenzio alcuni aspetti.

Il Lago di Bolsena deve essere vissuto, amato, tutelato e valorizzato, per il Bene Comune. Si parla di agricoltura e di quanto della stessa sviluppatasi all’interno della caldera, possa incidere negativamente sul Lago di Bolsena con agrofarmaci e fertilizzanti, sugli equilibri biologici di un bacino naturale dal valore incommensurabile.

Differenti sono stato i tentativi nel passato di sviluppare attività di studio e d’informazione, ma non volte a intenti complessi, come a valorizzare le produzione agroalimentari ad esso circostanti; dall’agricoltura biologica a quella di qualità con marchi riconosciuti a livello comunitario.

Ritengo sia giunto il momento di un’azione complessiva, unitaria, concreta, sentita e partecipata, che si occupi sia di aspetti ambientali come di carattere agronomico-colturale e fitoanitario/fitoiatrico.

Tutto è importante, ma tutto va accompagnato da attività organiche, di studio e di ricerca, come di formazione, informazione e di divulgazione appropriata, nell’interesse comune.

Vedo poi la nascita di un docu-film e leggo di una rete di sostegno al Progetto Tuscia, ma mi accorgo della mancanza dell’Università della Tuscia alla stessa rete ….

Qualsiasi attore del Territorio (in questo caso ritengo doverosa un’attività unitaria dei Comuni coinvolti nella gestione dell’anello di depurazione Cobalb) voglia intraprendere un’attività seria, concreta, divulgativa, sappia che l’Università e in particolare il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dell’Università della Tuscia, è pronto nel fornire un contributo sentito, approfondito e concreto.

Da sempre il DAFNE si occupa di agrofarmaci, di riduzione della chimica in agricoltura, di tutela dell’ambiente, come di valorizzazione delle produzione agroalimentari ed in particolare del sostegno e della promozione delle produzioni agroalimentari biologiche.

Alla componente politica (in questo caso il più condivisa possibile come obiettivo comune) va necessariamente associata una componente tecnico-scientifica la quale, anche facendo tesoro di quanto già svolto/approfondito in proposito (es. studi dell’Ing. Bruni) può determinare un processo virtuoso di valorizzazione e di promozione delle promozioni agroalimentari del territorio, come di una risorsa naturale come il Lago di Bolsena, su cui da troppo tempo si specula per ‘singoli interessi’, mentre molto poco si fa in concreto.

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