Rossi: “Michelini simbolo della viterbesità più conservatrice. Ora opposizione durissima”

Rossi: “Michelini simbolo della viterbesità più conservatrice. Ora opposizione durissima”

Viva Viterbo poco fa ha fatto il punto su quanto successo ieri in Consiglio, terminato con l'uscita dalla maggioranza, e attacca duramente gli ex compagni di viaggio".

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“Non ci sono margini per ricucire, il Sindaco aveva le possibilità per venirci incontro. La sua volontà è stata quella di chiusura totale. Confermiamo la nostra decisione di uscire la maggioranza. Grazie a Barelli per il lavoro dei 4 anni, non rinneghiamo nulla”. Parte così la conferenza stampa di Viva Viterbo, che poco fa ha fatto il punto su quanto successo ieri in Consiglio, terminato con l’uscita dalla maggioranza, e attacca duramente gli ex compagni di viaggio”.

Farvi fuori era quello che volevano?
“Chiedetelo a Fioroni, l’altra ipotesi era quella che ci volevano dentro la maggioranza, ma bastonati”.

Uscire era quello che volevate voi?
“No quello che volevamo era arrivare ai nostri obiettivi. Non avevamo una volontà di rottura”

Cosa non è andato?
“Un grande doppiopesismo, le nostre istanze sono state sempre minimali. È un problema che abbiamo da sempre. Abbiamo accettato compromessi in nome delle cose da fare. Siamo arrivati al punto di non ritorno. Il bilancio che è stato approvato non ha anima. Per loro le alleanze significano obbedienza totale a ciò che dicono, non c’è un dibattito. O obbedisci o sei un nemico.
Mi sono sentito politicamente offeso dal discorso del sindaco Michelini nel suo tentativo puerile di controbattere con il nulla a una idea di città. Il suo essere nulla è il fulcro della sua idea politica. Fare il Sindaco significa cercare di cambiare la città, anche a costo zero. Ma bisogna far politica, ci sono polemiche, azioni politiche. Bisogna averci un obiettivo. Michelini ha espresso la viterbesità più conservatrice, ha giustificato il fatto che non bisogna far niente. Politica deve essere avanguardia, che vuole spostare la città avanti, oppure quella di retroguardia che aspetta che succede qualcosa nella società civile. La sua è una politica di retroguardia”.

Quale obiettivo avevate?
“Il bilancio è stato fatto a porte chiuse, ci hanno detto o così o così. Noi volevamo fare qualcosa. E invece il sindaco ha fatto un discorso imbarazzante, per fargli un complimento. Senza sintassi politica. Il problema è la mancanza totale di un dibattito sui contenuti. Sul Plus con Marini ho litigato, ma almeno c’era del contenuto. Ricordate una loro idea strategica? Io non la ricordo. Come spremere un limone secco”.

Quanto pesa nella vostra decisione il fatto che si vota tra un anno?
“Pesa, ma non perché sia campagna elettorale, con tutto il rispetto per le campagne elettorali. Però voglio dire che tre mesi dopo il voto ho fatto la prima uscita contro il sindaco Michelini. Parlare di opportunismo elettorale è ridicolo. Quelli che ne parlano dalla maggioranza, si sentono già perdenti. Dicono di fatto che anche il loro giudizio è negativo”. “La campagna elettorale – aggiunge Giacomo Barelli – è iniziata anche per loro, si vede dal bilancio. Perché i soldi ci sono e li hanno parcellizzati”.

In che senso?
Rossi: “L’importante è non parcellizzare. Gli investimenti devono essere solidi. Se hai 200mila euro (imposta di soggiorno) vanno spesi tutti insieme per fare una grande operazione, se li parcellizi si depotenziano. Evidentemente Michelini si è dimenticato come si fa l’imprenditore. Il nodo è che non si può parlare contro Fioroni, ma voglio parlare contro le persone con cui non sono d’accordo. È l’anima della politica, in maggioranza però non si poteva. In quattro anni gli unici che hanno investito sui contenuti siamo stati noi di Viva Viterbo. Mi devono dire 5 cose strategiche che hanno proposto”.

Adesso cosa fate?
“Facciamo un anno di opposizione durissima”

Rossi andrà in Consiglio?
“Sì. Ci sono stato sempre in momenti politici. Voglio dire che è stato legittimo non venire per motivi politici. Se venivo questa cosa succedeva prima. Farò un’opposizione durissima. Comunque capisco la delusione di chi ci voleva all’opposizione dall’inizio, ma preferisco il meglio al bene. Ma ci sono idee contrapposte. Ci abbiamo provato in tutti i modi. Non abbiamo mai chiesto un posto su nulla, non abbiamo mai fatto nessuna battaglia tipica dei partiti di governo, ma solo sulle cose da fare”.

Hanno scritto di una prossima alleanza con Fratelli d’Italia e Fondazione, è così?
“Ripartiamo dalle cose da fare con un decalogo. Opzione A, ci candidiamo da soli e ci rimettiamo la faccia e decideranno i viterbesi. Opzione B, cerchiamo alleati. Vogliamo governare il cambiamento, il tentativo è di trovare compagni di strada e non abbiamo preclusioni né a destra né a sinistra. Ci consideriamo centrali. Capiremo le forze in campo e cerchiamo di mettere insieme le forze. Quando sento la loro proposta sulla ruota panoramica, sento una vicinanza. Quando fanno le battaglie sovraniste non sono d’accordo, ma siamo in un Comune. Non c’è un patto di ferro. Ci piace navigare in mare aperto. Non siamo usciti con la sicurezza di qualcosa, l’unica è quella che non ci volevamo stare”.

Non escludete quindi nemmeno l’alleanza con il Pd?
Rossi: “Con questo Pd la vedo dura, ma non c’è preclusione. Ottimo dialogo con parte del Pd, con la Regione, con i consiglieri regionali. Nessuna preclusione. Più chiamate dal Pd oggi che dal centrodestra, anche dagli onorevoli”.
Barelli: “Il giudizio più severo però lo daranno gli elettori. L’amministrazione ha questo grande alone, il grande fratello Fioroni. C’è un grande fratello alle spalle che impedisce qualsiasi confronto. O fai la battaglia o ti metti in linea”.

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