Revisori dei conti, scontro tra maggioranza e opposizione

Revisori dei conti, scontro tra maggioranza e opposizione

Revisori dei conti, alta tensione tra maggioranza e opposizioni. Stamattina la seconda commissione ha approvato la proposta di delibera che sarà portata domani in consiglio comunale. Ma una proposta di Treta fa saltare i nervi alle minoranze.

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Revisori dei conti, alta tensione tra maggioranza e opposizioni. Stamattina la seconda commissione ha approvato la proposta di delibera che sarà portata domani in consiglio comunale. Prevede il conferimento dell’incarico ai professionisti Ugo Tanzi (presidente), Claudio Pinto e Salvatore Messina (membri).

Con l’approvazione si andrà a risolvere la questione dell’assenza del collegio dei revisori, che sta diventando un vero e proprio problema per Palazzo dei Priori. In primis perché senza il rinnovo di quest’organo di fatto rimangono bloccate una serie di pratiche, tra cui anche finanziamenti che il Comune intende chiedere. E in secondo ordine, ma non meno importante, perché i professionisti Tanzi e Pinto hanno fatto causa al Comune di Viterbo davanti al Tar del Lazio, per la mancata approvazione del loro incarico. Incarico sorteggiato dalla prefettura di Viterbo, insieme al nome di Lorenzo Ciorba, che però ha consegnato una lettera di rinuncia. Il tutto dopo l’impasse che si è venuto a determinare intorno al suo nome, considerato inopportuno per la presenza in amministrazione, col ruolo di presidente del consiglio, del figlio Marco Ciorba.

Tutto sembrava filare liscio, quando ha preso la parola il presidente di commissione Livio Treta. Lo stesso ha proposto di inserire nella proposta di delibera, passaggio che verrà affrontato in consiglio comunale, una spiegazione di cosa è accaduto intorno al nome di Lorenzo Ciorba. Proposta che ha fatto saltare i nervi alle minoranze che sono uscite dall’aula. Hanno preso la via della porta Giulio Marini, Claudio Ubertini, Gian Maria Santucci e Chiara Frontini. E’ rimasto invece in aula Sergio Insogna che si è astenuto. Astenuto anche il presidente Treta. Il sì è arrivato dai membri della maggioranza presenti.

Il clima non si preannuncia dei migliori. E domani il fuoco dello scontro tornerà a ardere in sala d’Ercole.