Regionali, possibili dimissioni Zingaretti e voto anticipato in autunno

Regionali, possibili dimissioni Zingaretti e voto anticipato in autunno

Regionali, possibile voto anticipato in autunno. La notizia ha iniziato a circolare da alcuni giorni sui giornali nazionali ma i bene informati dicono, e questa è la cosa davvero importante, che l'argomento sarebbe all'ordine del giorno nelle stanze che contano.

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Regionali, possibile voto anticipato in autunno. La notizia ha iniziato a circolare da alcuni giorni sui giornali nazionali ma i bene informati dicono, e questa è la cosa davvero importante, che l’argomento sarebbe all’ordine del giorno nelle stanze che contano.

All’origine del tutto la possibilità delle dimissioni anticipate del presidente Nicola Zingaretti. A spingerlo verso una exit strategy tutta una serie di valutazioni, al vaglio dei suoi consulenti politici più stretti e dello stesso governatore.

L’entourage di Zingaretti, contattato da Il Fatto Quotidiano, ha derubricato la vicenda a fake news. Ma i frequentatori del Pd romano raccontato cose diverse. Tutta una serie di fatti contribuiscono a dare credibilità a una possibile uscita di scena anticipata.

Difficile credere che la senatrice del Movimento Cinque Stelle Paola Taverna abbia rilasciato dichiarazioni in merito senza avere qualche riscontro fondato. La pentastellata, nei giorni scorsi, ha attaccato frontalmente il presidente così: “Se Zingaretti pensa davvero di poter gestire le istituzioni come fossero casa sua, sappia che noi non resteremo fermi a guardare. Siamo pronti alle barricate”.

Poi un altro fatto “particolare” (sottolineato anche da Il Fatto): in un recente colloquio con il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, Renzi ha speso parole estremamente positive nei confronti del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, elevando il possibile contendente di Zingaretti alla corsa regionale addirittura ad “amico” e “modello”, cosa che ha un po’ indispettito l’inquilino di via Rosa Raimondi Garibaldi.

Insomma Zingaretti starebbe valutando il voto anticipato a novembre. Esisterebbe già il conteggio dei tempi che fissa nel 4 settembre il momento buono per uscire allo scoperto e lanciarsi in una campagna elettorale per la riconquista della Regione. Con il voto anticipato Zingaretti metterebbe fuori gioco la candidata pentastellata Roberta Lombardi, considerata scomoda. In virtù dei regolamenti a Cinque Stelle infatti la stessa non potrebbe lasciare il Parlamento in maniera anticipata. Tolto di mezzo un candidato forte nel fronte grillino Zingaretti potrebbe riuscire a spuntarla contro il candidato del centrodestra, anche se fosse il temuto Sergio Pirozzi. Ipotesi più difficile se si andasse a un confronto in febbraio e con i Cinque Stelle nel pieno delle forze, pronti a drenare voti nella compagine del centrosinistra.

Votare a novembre inoltre permetterebbe a Zingaretti di svincolarsi dal destino delle politiche e quindi da quello di Matteo Renzi, con cui i rapporti sembrerebbero tutt’altro che distesi. E gli permetterebbe di poter andare con la compagine attuale, “ulivista”, evitando tutto il caos che nel Pd si andrà a generare in preparazione del voto politico.

Una situazione attenzionata anche da dem viterbesi che, in questa fase, non possono fare altro che assistere e capire come posizionarsi in funzione delle scelte calate dall’alto.

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