Provinciali, Non ce la beviamo: “Equitani e Nocchi che intenzioni hanno per Talete?”

Provinciali, Non ce la beviamo: “Equitani e Nocchi che intenzioni hanno per Talete?”

Elezioni provinciali alle porte, il Comitato 'Non ce la beviamo' chiede ai due candidati alla presidenza di Palazzo Gentili che intenzioni hanno su Talete e le prospettive dell'uno e dell'altro sul delicato tema dell'acqua in provincia di Viterbo.

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Elezioni provinciali alle porte, il Comitato ‘Non ce la beviamo’ chiede ai due candidati alla presidenza di Palazzo Gentili che intenzioni hanno su Talete e le prospettive dell’uno e dell’altro sul delicato tema dell’acqua in provincia di Viterbo. 

“Domenica prossima si terranno le elezioni provinciali. In questo caso usare il termine “elezioni” , a nostro giudizio, offende il concetto stesso di democrazia, visto che i cittadini sono stati completamente estromessi dal voto che verrà esercitato solo dai sindaci e dai consiglieri comunali grazie alla Legge 56 del 2014 – così il Comitato -.

Precisamente ciò che sarebbe successo in Senato se non avesse vinto il NO al Referendum. Abbiamo, inoltre, assistito al solito balletto sulle candidature, senza che nessuno dei due schieramenti abbia reso pubbliche la proprie opinioni e le proprie intenzioni su temi di primaria importanza per la cittadinanza; una discussione sulle poltrone tutta interna alle segreterie di partito.

Da parte nostra, poiché, l’elezione del presidente della Provincia comporta anche la funzione di presidente dell’ATO e visto che la Provincia detiene un buon pacchetto delle quote di Talete S.p.a., in qualità di Comitato Non ce la beviamo, invitiamo i due candidati a esprimersi sulla gestione dell’acqua, che nel nostro territorio presenta ancora molte problematiche anche dal punto di vista della salubrità.

Infatti, dagli ultimi dati comunicati dalla Asl, in molti Comuni si rilevano valori di arsenico oltre i limiti imposti dalla legge e lo stesso problema si verifica anche nei Comuni che hanno aderito a Talete e che ricevono regolarmente i finanziamenti dalla Regione per la manutenzione dei dearsenificatori come ad esempio Acquapendente, Tarquinia, Nepi, Civita Castellana, ecc. mentre lo stesso Comune di Viterbo presenta in alcune zone valori al limite.

L’altra grande questione su cui si chiede chiarezza è la tipologia di gestione a cui affidare il servizio idrico. La legge regionale 5 del 2014 ,sui bacini idrografici, attende di essere realizzata ed è necessario spingere il Consiglio Regionale a non perdere più tempo , visto anche che la società Talete, lungi dall’essere risanata , viene sottoposta a tentativi di privatizzazione. Siamo per il rispetto e per l’applicazione della volontà popolare espressa attraverso Referendum del 2011, ci aspettiamo precisi impegni e non generiche dichiarazioni”.

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