Parole, parole, parole. Al Balletti Park Hotel ne sono state dette tante

Parole, parole, parole. Al Balletti Park Hotel ne sono state dette tante

Il nostro Lutor scrive a uno di quelli che entrerà nella storia della politica viterbese: Giuseppe Fioroni. Dopo la caduta da cavallo del 4 marzo difficile prevedere un suo ritorno pesante sulla scena politica locale. Così Lutor gli scrive.

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di Lutor

Parole, parole, parole. Stupenda la canzone di Mina, ce la ricordiamo tutti e anche i giovani l’apprezzano. Significa, quindi, che le parole servono a qualcosa. E allora che ti fa l’ex onorevole? Un ennesimo raduno da Balletti e parla agli eterni fedelissimi e anche a quelli che, per opportunismo (senz’altro ci
saranno stati), hanno voluto partecipare.

Cosa ha detto il grande Peppe? Che la colpa è di Panunzi che non ha voluto accettare la candidatura per la Camera
dei deputati lasciando a lui la candidatura per il Senato (e Mazzoli?). Che sarebbe cambiato? Che Panunzi non
avrebbe fatto il Consigliere regionale lasciando il posto quasi sicuramente alla fioroniana Ciambella, ed entrambi,
Panunzi e Fioroni, sarebbero comunque stati bruciati. Non ha capito l’ex onorevole che il paracadute di Renzi a
Viterbo, come altrove, era bucato e non poteva reggere. Se alla Regione c’è stato un risultato diverso, lo si deve a Zingaretti che, bene o male, ha amministrato con dignità a differenza dei suoi predecessori.

Ecco dunque che il comunicatore, come chiamo io Panunzi, dopo cinque anni di esperienza, forse potrà dare qualcosa di più di un semplice comunicato di cose fatte. E’ chiaro che il Peppe nazionale ce l’abbia con Panunzi: è l’altra frangia del PD che è stata isolata per troppo tempo proprio da lui. Si dimentica che per anni a Viterbo si è fatta politica solo in base a quello che lui decideva, si dimentica che il congresso PD è stato da lui pilotato a suo piacimento, si dimentica soprattutto che ha messo in piedi un’Amministrazione comunale inefficiente con tanti personaggi inesperti e con altrettanti pieni di “so tutto io” (leggi Ricci).

Un’amministrazione che per quattro anni e più non ha fatto nulla di concreto se non portare avanti quanto
predisposto da quella precedente, ma che ora è costretta, solo a causa dell’inclemenza del tempo, a correre ai ripari con le buche e alcuni marciapiedi, vantando meriti fasulli.

E’ del tutto inutile auspicare l’unità del partito quando si è i primi a selezionare e scegliere ed è logico poi che venga data la colpa a chi in effetti ce l’ha. Non credo proprio che dopo l’esperienza Michelini la città di Viterbo dia nuovamente fiducia al PD: troppi errori, troppa prosopopea, troppa ingenuità, troppi consigli e suggerimenti sbagliati alle spalle. In più alla base c’è una pecca grossissima, ovvero che tu, caro Giuseppe, non vuoi metterti da parte, ma continuare a guidare il partito a Viterbo. Proseguendo su questa strada, il petrolio lo troverai senza meno. Siamo stufi dei tuoi giochetti, cinque legislature sono troppe, ti hanno debilitato e non mi raccontare bugie, il patema d’animo per la mancata sesta ti è senz’altro venuto, sei troppo abituato al potere e sei incapace di ridiventare una persona normale.

E questo lo dimostra la tua mancanza di modestia: affermare che “Se non stanno già con la valigia in mano è perché io esisto, esiste Luisa, esistete voi”, è semplicemente ridicolo; non hai ancora capito che per te non vale il detto andreottiano “Il potere logora chi non ce l'ha”. Dovresti capire che ormai il tuo modo di pensare dal punto di vista politico non è più idoneo e che non è più valido il salto della quaglia. La tua frase (letta su un giornale on line) “rassicuro tutti che continuerò a rompere le scatole a chi pensa di starsene tranquillo” è addirittura agghiacciante; non riesci a comprendere che lo sfacelo che si è venuto a creare nel centrosinistra, deriva proprio dalle tue rotture di scatole e che le conseguenze le vedremo nelle prossime amministrative.

Forse, se le promesse fatte dai vari Zingaretti, Gentiloni e soci che hai portato a Viterbo in campagna elettorale e soprattutto se gli euro assicurati arriveranno prima del voto di maggio, qualcosa si potrà recuperare; se, però, come prevedo io, il tutto cadrà nel dimenticatoio, lo sfacelo del PD è assicurato.

Una cosa, comunque, della riunione Ballettiana mi è piaciuta, l’ammissione della Ciambella quando dice che
“dobbiamo ammettere che la sconfitta è stata sonora anche perché abbiamo fatto degli errori, facendoci percepire
dai cittadini come una casta”.

Da vecchio amico, ormai passato, tengo a precisare passato, ma soprattutto da Cristiano (mediocre) ti auguro caro
Peppe tutto il bene possibile a livello personale invitandoti a pensare finalmente solo alla tua famiglia, a te stesso e agli amici. Goditi la tua “misera” pensione senza pensare più al partito, sarà utile al PD e ti darà quella tranquillità che ancora non sei riuscito a trovare dopo la bastonata ricevuta. Tuo Lutor