Movimento 5 Stelle: “Da Michelini tagli di 1,5 milioni di euro al sociale e totale passività sulla salute”

Movimento 5 Stelle: “Da Michelini tagli di 1,5 milioni di euro al sociale e totale passività sulla salute”

Cinque Stelle di Viterbo all'attacco sul modo di governo dell'amministrazione Michelini. Nel mirino il taglio di un milione e mezzo di euro dal sociale e la totale passività sulle politiche sanitarie del territorio.

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Cinque Stelle di Viterbo all’attacco sul modo di governo dell’amministrazione Michelini. Nel mirino il taglio di un milione e mezzo di euro dal sociale e la totale passività sulle politiche sanitarie del territorio.

“Il sindaco è la massima autorità sanitaria di un comune, come chiaramente espresso nella legge 833 del 23/12/78, e in questa veste condivide la responsabilità della condizione di salute dei cittadini del proprio territorio anche con il Consiglio Comunale (da cui dipende ad esempio il regolamento di igiene e sanità pubblica) – inizia così la nota dei pentastellati -.

Ai sindaci sono d’altra parte affidati poteri di programmazione, controllo e giudizio sull’operato del direttore generale delle ASL tramite un organo, la “conferenza dei sindaci” (che può addirittura proporre alla Regione la sostituzione del direttore stesso).

I poteri del primo cittadino in ambito Sanità sono dunque ampi e non è corretto tralasciarli accampando la scusa che la Sanità sia una competenza Regionale.

Il sindaco deve conoscere lo stato di salute della cittadinanza e prendere provvedimenti in caso di condizioni ambientali pericolose, come sancito dalle “direttive Seveso” (articolo 11 del Dpr. 175/88 del 17 maggio 1988 e successivi)

La salute, definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il completo benessere fisico, mentale e sociale di un uomo”, non è ovviamente l’unico problema di Viterbo, ma può essere a nostro avviso utilizzata come una sorta di “cartina tornasole”, attraverso la quale comprendere la disattenzione con cui questa Amministrazione sta affrontando e considerando rilevanti anche gli altri problemi.

L’OMS nella carta di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: un alloggio salubre, una scuola efficiente, trasporti funzionanti, la salubrità ambientale, la cultura e una sanità pubblica ed un assistenza sociale capaci di risolvere i problemi dei cittadini con rapidità ed efficacia.

Secondo questa accezione non si parla di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma i servizi per dare risposte a tali bisogni essenziali costituiscono a tutti gli effetti un diritto esigibile dai cittadini, oltre che un dovere per un amministrazione virtuosa.

Per raggiungere questi obiettivi prioritari, il Movimento 5 Stelle considera da sempre fondamentale il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini (cittadinanza attiva), che hanno bisogno di essere informati, come crediamo di fare con questo piccolo approfondimento.

Una amministrazione diversa (e migliore) deve a nostro avviso partire anche da qui: il diritto alla salute della popolazione, previsto dalla costituzione con l’art. 32, e la conseguente assunzione di responsabilità al riguardo da parte di chi guida il Comune.

Per questo vogliamo che i viterbesi sappiano che, nonostante il Comune, come detto, sia responsabile insieme alla ASL della applicazione concreta dell’integrazione sociosanitaria, nell’attuale bilancio approvato sono stati sottratti ben 1,5 milioni di euro rispetto al precedente nel settore sociale.

Comune e ASL dovrebbero lavorare in accordo per il bene dei cittadini, come può la nostra giunta ritenere di raggiungere obiettivi già attualmente disattesi con una ulteriore e cospicua diminuzione di fondi che, anche qualora si dimostrasse dettata da un taglio proveniente dalla Regione, non troverebbe alcuna giustificazione per la colpevole passività con la quale è stata accettata.

Forse l’attuale amministrazione non ha ben chiaro, oltre a qualunque altro aspetto di gestione corretta e virtuosa del bene pubblico, come ampiamente dimostrato dai fallimentari 4 anni di direzione Michelini, neanche il concetto di integrazione sociosanitaria, che non dovrebbe limitarsi ad una sterile applicazione degli obblighi di Legge, ma avere un riscontro concreto per il bene dei cittadini”.