L’ora più bella, Caterina Sanna porta nella Tuscia le tradizioni di Sardegna

L’ora più bella, Caterina Sanna porta nella Tuscia le tradizioni di Sardegna

Sono le donne di Caterina, quelle donne fiere e mai stanche di andare in campagna a lavorare, di sedersi fuori la porta di casa a filare la lana o di attraversare le ispide alture sarde per arrivare al pascolo con il bestiame. Sono donne semplici quelle che descrive Caterina Sanna, le stesse che le hanno dato notorietà e fatto vincere, con il racconto “A Gonario”, presente anche in questo libro, il premio Certamen Deleddiano 2011 e aperto così la strada a quella passione che vuole diventare un mestiere, una missione che si porta avanti nonostante lei viva al di là del mare.

ADimensione Font+- Stampa

La definizione più calzante della giovane scrittrice di Orune, Caterina Sanna, è “studentessa di oltremare”; come lei stessa si definisce nel suo libro. Giovane ragazza di 25 anni che decide di lasciare la sua Sardegna per venire a studiare Lettere all’Università degli Studi della Tuscia e per continuare a coltivare quel sogno di bambina che vuole vivere di parole.

Lei è come i colori e gli odori della sua terra, quella delle siepi di mirto che ti danno il benvenuto, quella del colore oro delle campagne che da sempre guarda dalle finestre di casa di sua nonna e quella dei colori sgargianti dei costumi della festa del suo paese che per niente al mondo potrebbe perdersi. Caterina nasce a Orune, piccolo paese della provincia di Nuoro, difeso da alberi secolari e rocce granitiche e rimane attaccata alle sue tradizioni con fermezza e convinzione, la certezza che è lì il vero segreto della felicità.

Caterina Sanna scrive il suo primo libro di racconti ‘L’ora più bella’, edito dalla casa editrice Zènia, proprio guardando fuori da quelle finestre, ascoltando il suono della sua terra e i racconti degli anziani che considera “il patrimonio più grande che abbiamo”. La prima pubblicazione della giovane scrittrice, è una raccolta di quattro racconti che narrano di quattro donne molto diverse tra loro, ma accomunate dall’amore per quella terra lontana circondata dal mare, che nasconde al suo interno magie e semplicità.

Le donne dei racconti della scrittrice di Orune, sono le donne che attraversano la Sardegna portandosi sulle spalle il bagaglio di amori perduti, mai provati, vissuti con leggerezza, con sofferenza ma pur sempre con la dignità di raccontare storie di vita vissuta sullo sfondo di un luogo che brilla per amore e verità.

Caterina Sanna sceglie, per la presentazione del suo libro, Palazzo Gallo a Bagnaia e firma un patto con la nutrita comunità sarda che vive nel nostro territorio e che partecipa al racconto della giovane autrice con grande trasporto. Mentre si parla, scorrono sulla schermo, le immagini di una Sardegna per molti inedita dove anziane signore velate di nero lavorano la lana, il pane o quei prodotti della terra che arrivano nel Continente e di cui sappiamo apprezzarne la genuinità.

Sono le donne di Caterina, quelle donne fiere e mai stanche di andare in campagna a lavorare, di sedersi fuori la porta di casa a filare la lana o di attraversare le ispide alture sarde per arrivare al pascolo con il bestiame. Sono donne semplici quelle che descrive Caterina Sanna, le stesse che le hanno dato notorietà e fatto vincere, con il racconto “A Gonario”, presente anche in questo libro, il premio Certamen Deleddiano 2011 e aperto così la strada a quella passione che vuole diventare un mestiere, una missione che si porta avanti nonostante lei viva al di là del mare.