Letterina di Lutor al 2018

Letterina di Lutor al 2018

Ciao Anno Nuovo, il tuo primo sguardo su questo mondo che effetto ti ha fatto? E gli esseri che lo abitano ti sono piaciuti? Spero tanto che tu abbia avuto un parto regolare, eutocico come direbbero in ostetricia, perché vedi, a mio giudizio il tuo predecessore, visti i risultati, lo ha avuto senz’altro distocico e magari un cattivo dottore lo ha rovinato usando male il forcipe.

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di Lutor

Ciao Anno Nuovo, il tuo primo sguardo su questo mondo che effetto ti ha fatto? E gli esseri che lo abitano ti sono
piaciuti? Spero tanto che tu abbia avuto un parto regolare, eutocico come direbbero in ostetricia, perché vedi, a mio giudizio il tuo predecessore, visti i risultati, lo ha avuto senz’altro distocico e magari un cattivo dottore lo ha rovinato usando male il forcipe.

Un anno, il 2017, che non mi è piaciuto affatto, che non rimpiangerò e che ha avvalorato, pur non essendo superstizioso, il fatto che quando c’è il 17 le cose non vanno bene. Per Natale ho pregato tanto Gesù Bambino affinché ci facesse arrivare un buon Anno (non mi basterebbe nemmeno uno usato come dice Snoopy), un Anno che ci aiuti a migliorare, che ci protegga. Un Anno che aiuti il mondo a ritrovare la pace, che vinca la fame, che aiuti i governanti di tutti i Paesi a essere saggi e prudenti.

Un anno che, per la nostra Italia, faccia vincere il buon senso, che ci aumenti la voglia di fare, che ci faccia diventare uomini veri, che faccia nascere in noi il vero amore, morto e scomparso, che annulli l’egoismo che domina l’uomo, che diminuisca la povertà, che faccia trovare un lavoro ai giovani e a coloro che lo hanno perso, che aiuti la giustizia a essere veramente giusta, che migliori la sanità e la renda uguale per tutti i cittadini, che ci faccia scegliere uomini validi e onesti, per governare a ogni livello.

Lo so, tu mi dirai che sto chiedendo troppo e che in un solo anno è difficile portare avanti tutte queste cose. Tu
incomincia, e se la strada che traccerai sarà quella perfetta, anche i tuoi futuri fratelli sapranno percorrerla. Pensa che nel corso della tua vita, anzi nei primissimi mesi, da noi avremo le elezioni politiche, quale migliore
occasione per iniziare a darci qualcosa di buono.

Serve un governo che governi, servono uomini che pensino alla nazione, occorre trovare personaggi che sappiano individuare i veri bisogni della gente. Non ci serve una strategia politica piena di vecchi stereotipi, lasciamo da una parte i vari Berlusconi, Renzi, Grillo, D’Alema e compagnia. Già questo porterebbe un notevole miglioramento della situazione.

Ipotizza, ad esempio, un governo composto da uomini capaci, seri, onesti che votassero subito la riduzione delle
spese parlamentari: che guadagno sarebbe! Oggi gli onorevoli guadagnano sei volte e mezza la busta paga di un
elettore, il 60% in più dei colleghi europei. I guadagni degli eletti alla Camera e Senato sfiorano i 20 mila euro lordi al
mese, di cui solo la voce stipendio viene tassata. Ai deputati possono entrare in tasca fino a 13.590 euro netti (se si
ha la residenza fuori Roma e se si è sempre presenti in aula).

Per i deputati romani, le entrate scendono a un massimo di 12.525 euro; qualcosa di più guadagnano i senatori, che hanno un rimborso maggiore per viaggi e collaboratori. Quando cessa il mandato percepiscono un assegno di 46.814 euro per una legislatura, 140.443 per tre. Poi c’è la pensione, che per loro si chiama vitalizio, che è di appena 2.486 euro netti al mese dai 65 anni con un mandato, 4.973 euro dai 60 anni con due, 7.460 euro con tre.

Se si applicasse una riduzione del 50% per i circa 950 eletti nei due rami del Parlamento, si ricaverebbe una bella
somma (intorno ai 6 milioni di euro al mese, ovvero 72 milioni all’anno, se non vado errato). Qualcosa di buono ci si
potrebbe fare con questa somma. Certo questo non servirà a risanare il debito pubblico, ma migliorare la sanità, ad
esempio, sarebbe già qualcosa. A pensarci bene, se ciò avvenisse anche per Regioni, Province, Comuni e enti vari, il
risparmio potrebbe raggiungere una cifra importante. Meglio ancora sarebbe trovare uomini che si rendano conto
che le Regioni sono enti inutili, aventi regole diverse l’una dall’altra con elargizioni di servizi in base al colore politico, capaci soltanto di mangiare soldi.

Sono tanti i problemi da risolvere, è vero; vedi, ad esempio, quelli relativi alla disoccupazione e agli immigrati. Tutti si sbracciano a parlare della disoccupazione giovanile, che senz’altro è molto importate ed urgente da risolvere, ma ci
sono anche disoccupati non più giovani che hanno perso il loro lavoro per la crisi e che nessuno assume proprio per
l’età. Occorre che si prendano misure adeguate in materia di tassazione alle imprese, per consentire una maggiore
possibilità di lavoro e, soprattutto, un mantenimento delle industrie in Italia, senza svendite all’estero. Stando agli
ultimi dati (Istat del 9/1), sembra che la situazione, anche se in maniera leggera, stia migliorando e già per questo ti
devo ringraziare.

Per gli immigrati, sono d’accordo con Papa Francesco, quando afferma che occorre preoccuparsi di chi ha bisogno,
ma serve una presa di posizione drastica a livello europeo, per una ragionevole suddivisione dei compiti e,
soprattutto, di “ospiti”.

Ugualmente per la mia città, che amo profondamente, ti chiedo di fare qualcosa. Anche a Viterbo ci saranno le
elezioni per il Comune. Non ti chiedo sacrifici umani, non fanno parte della mia (scarsa) fede cristiana, ma qualche
“toccatina” nei vari cervelli, per un rinsavimento generale e una maggiore presa di coscienza dei bisogni della città,
sarebbe opportuna. Ti porto un esempio: se a Michelini gli facessi rinascere l’amore per le piante, un bel ritorno al
suo vivaio ci eviterebbe di averlo ancora come candidato a sindaco. E così per i vari Fioroni e Sposetti che hanno
fatto (male) il loro tempo. Così come molti assessori comunali e consiglieri Regionali, che tutto hanno fatto meno che
pensare a Viterbo in maniera sufficiente.

Già conosco i tuoi “ma”. Hai trovato una situazione micidiale e ti sto chiedendo l’impossibile. Mi pare già di sentirti
quando mi contesterai che in realtà siamo noi cittadini i primi a non voler cambiare: chi per un proprio tornaconto,
chi per menefreghismo, chi perché pensa che tutto è inutile. Ecco quindi i non votanti, le schede bianche o nulle. Hai
ragione, fino adesso tutto è proseguito su questa strada, ma è proprio per cambiare che chiedo il tuo aiuto, stimola
in noi la voglia di essere uomini veri, di essere onesti, di pensare in totale e non a soddisfare solo l’io personale. Con
un po’ di buona volontà da parte di tutti, forse qualcosa potremmo ottenere. E il risveglio delle coscienze sarebbe già
una grossa conquista.

Ciao 2018, ti auguro buon lavoro e ti assicuro la mia buona volontà nell’aiutarti.

Decarta racconta la Tuscia