La Prefettura prova a correggere il tiro: dal nuovo avviso esclusi 20 comuni

La Prefettura prova a correggere il tiro: dal nuovo avviso esclusi 20 comuni

Alle proteste per il mancato coinvolgimento la Prefettura avrebbe risposto chiedendo ai Comuni di indicare loro in prima persona eventuali strutture nelle quali poter ospitare i migranti. Un braccio di ferro che, fintanto che i Comuni saranno scavalcati, porterà solo malcontento, cattiva gestione dei flussi migratori e situazioni potenzialmente portatrici di tensione.

ADimensione Font+- Stampa

La Prefettura prova a correggere il tiro, ma i sindaci vogliono di più. Intanto pubblicata una nuova manifestazione di interesse per altri migranti, esclusi 20 comuni tra cui il Capoluogo. L’incontro di oggi del Prefetto Rita Piermatti, del suo vice Salvatore Grillo con forze dell’ordine e sindaci della provincia di Viterbo ha visto la partecipazione di una trentina di primi cittadini e ha visto il Prefetto riconoscere, almeno parole, che il processo di gestione dei migranti vada condiviso con i territori, salvo poi non rendere chiaro come attivare il coinvolgimento.

I fatti di queste settimane infatti dicono il contrario con affidamenti a strutture private con il totale scavalcamento dei Comuni dalla gestione delle pratiche delle quali vengono a conoscenza solo quando i pulmann sono in arrivo o i migranti già affidati ai vincitori delle manifestazioni di interesse, spesso in pessime condizioni. È quello che emerge da un incontro dal quale noi siamo stati allontanati, perché a porte chiuse.

Il Prefetto avrebbe promesso l’applicazione della clausola di salvaguardia, già indicata da settimane dal Governo e che a Viterbo non sembra essere applicata. Una clausola che dovrebbe tenere fuori dall’assegnazione i comuni che hanno già più di 3 migranti ogni mille abitanti e i Comuni che hanno attivato già lo Sprar, ovvero un sistema di accoglienza concertato con le amministrazioni locali.

Intanto è stata avviata una nuova procedura che tiene conto di queste clausole ed esclude i territori di 20 comuni. Manca però il coinvolgimento dei Comuni che ancora non hanno migranti sul territorio: i 40 comuni mancanti infatti potrebbero trovarsi nelle condizioni di Acquapendente o Blera che si sono trovati in casa strutture non idonee riempite di migranti, nemmeno fossero pacchi.

Alle proteste per il mancato coinvolgimento la Prefettura avrebbe risposto chiedendo ai Comuni di indicare loro in prima persona eventuali strutture nelle quali poter ospitare i migranti. Un braccio di ferro che, fintanto che i Comuni saranno scavalcati, porterà solo malcontento, cattiva gestione dei flussi migratori e situazioni potenzialmente portatrici di tensione.

Banner
Banner
Banner