Incendio a Casale Bussi, Michelini firma l’ordinanza: “Chiuse finestre e porte nel raggio di un chilometro”

Incendio a Casale Bussi, Michelini firma l’ordinanza: “Chiuse finestre e porte nel raggio di un chilometro”

L'ordinanza, predisposta in situazione di emergenza e in via precauzionale, è finalizzata alla tutela della salute pubblica e, in particolare, dei cittadini residenti nelle zone circostanti l'origine dell'incendio. Le varie disposizioni contenute nell'ordinanza citata tengono conto della forza e della velocità dei venti, come comunicati dall'Aeronautica militare.

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A seguito dell’incendio sviluppatosi nella notte tra sabato e domenica presso lo stabilimento “Ecologia Viterbo S.rl.” di Casale Bussi, in zona Teverina a Viterbo, in conseguenza del quale si è sprigionata una consistente colonna di fumo, il sindaco Leonardo Michelini – di concerto con gli organi della Asl preposti – ha emesso l’ordinanza sindacale n°44 del 04/06/2017.

L’ordinanza, predisposta in situazione di emergenza e in via precauzionale, è finalizzata alla tutela della salute pubblica e, in particolare, dei cittadini residenti nelle zone circostanti l’origine dell’incendio. Le varie disposizioni contenute nell’ordinanza citata tengono conto della forza e della velocità dei venti, come comunicati dall’Aeronautica militare.

L’ordinanza 44 dispone, nello specifico, che la popolazione residente e coloro che hanno attività lavorative nell’area che ricade nel raggio di un chilometro dall’impianto di Casale Bussi debbano mantenere chiuse le finestre e le porte, che evitino di utilizzare gli impianti di areazione forzata e che limitino i propri spostamenti e quelli degli animali d’affezione nella zona.

L’ordinanza vieta, altresì, di cogliere, vendere, consumare e lasciare i prodotti ortofrutticoli in luogo aperto. Per quanto riguarda gli animali l’ordinanza impone di non farli razzolare, pascolare o nutrirli con foraggio proveniente dall’area interessata o lasciato esposto ai prodotti della combustione.

Per le zone circostanti, ma fuori dal chilometro per il quale sussistono i predetti divieti, l’ordinanza dispone che i prodotti ortofrutticoli debbano essere sottoposti a lavaggio accurato con acqua corrente potabile. Tali limitazioni saranno valide fintanto che gli organi competenti non avranno effettuato e concluso le analisi necessarie.

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda all’ordinanza regolarmente pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Viterbo.