Il Polo Civico tenta di venire alla luce per le comunali di Viterbo, interessati anche uomini di partito

Il Polo Civico tenta di venire alla luce per le comunali di Viterbo, interessati anche uomini di partito

Ancora un'altra nocciolina e il cane lì a sgranare gli occhi. Il Polo Civico cerca di venire al mondo e farsi trovare pronto per le comunali del 2018 nel capoluogo. In queste ore un significativo incontro, tra l'alfiere di questa prospettiva e un pezzo di civismo locale. L'interesse c'è, la voglia di sedersi a un tavolo per parlarne pure.

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Ancora un’altra nocciolina e il cane lì a sgranare gli occhi. Il Polo Civico cerca di venire al mondo e farsi trovare pronto per le comunali del 2018 nel capoluogo. In queste ore un significativo incontro, tra l’alfiere di questa prospettiva e un pezzo di civismo locale. L’interesse c’è, la voglia di sedersi a un tavolo per parlarne pure.

Ma c’è di più, potrebbe affacciarsi su questo lago anche qualche uomo dei partiti classici, stufo dei ragionamenti di cordate, capibastone e storie del genere. Qualche uomo che da tempo, pur da dentro un partito, ha voluto portare avanti un discorso più autonomo. Con la punta del compasso puntata sulla città.

Il ragionamento è semplice e suona all’incirca così: “La prossima tornata amministrativa su Viterbo sarà una Cambogia. Un Vietnam di spezzettature e frastagliamenti. Se tutti vanno divisi e noi riusciamo ad aggregare potremmo giocarcela”. 

Ad aprire lo spazio è il quadro locale attuale. Nell’area di centrosinistra c’è intorno a Michelini uno spezzatino tenuto insieme solo dalla marcia verso la fine mandato. Tutti quei mondi difficilmente ritroveranno, dopo questi cinque anni, un collante. Anche perché l’azionista di maggioranza, leggasi Pd, è alla tragedia greca. Una maggioranza che taglia fuori una maggioranza mancata nel partito provinciale. Perché chiamare minoranza il mondo riunito intorno a Manuela Benedetti e capace di portare a casa quasi il 45% dei voti dei tesserati è impresa audace. Impresa audace e destinata ad avere ripercussioni inevitabili sulle votazioni, anche del capoluogo (anzi a maggior ragione, per tutta una serie di ovvi motivi). 

Situazione simile nel centrodestra. Con l’esistenza, anche qui, di due mondi che con La Fune abbiamo battezzato Centrodestra 1 e Centrodestra 2. Se tra tutti questi fattori disgreganti nascesse un centro di aggregazione, con un Cinque Stelle che rappresenta un’incognita, si potrebbe aprire una partita interessante.

E così, tra una nocciolina e l’altra, si continua a zappare l’idea di un Polo Civico.