Elezioni Viterbo, a fine mese l’ufficializzazione del candidato a sindaco Cinque Stelle

Elezioni Viterbo, a fine mese l’ufficializzazione del candidato a sindaco Cinque Stelle

Due tornate elettorali che si terranno prima del voto per il rinnovo della guida di Palazzo dei Priori. Gli sforzi, da diversi mesi a questa parte, sono tutti concentrati sulla stesura del programma. Un programma che "non vuole essere un libro dei sogni o un concentrato di strambe promesse mai realizzabili", come ci raccontano dei militanti. 

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Il Movimento Cinque Stelle è convinto che sia la volta buona. La fragilità del quadro politico nel comune capoluogo della Tuscia è alla luce del sole e i pentastellati locali sono convinti di poter contare anche su un “vento buono” delle politiche e regionali. 

Due tornate elettorali che si terranno prima del voto per il rinnovo della guida di Palazzo dei Priori. Gli sforzi, da diversi mesi a questa parte, sono tutti concentrati sulla stesura del programma. Un programma che “non vuole essere un libro dei sogni o un concentrato di strambe promesse mai realizzabili”, come ci raccontano dei militanti. 

Il programma su cui sono al lavoro prevede obiettivi di breve termine, medio e di programmazione di lungo respiro. Prospettiva illustrata a La Fune dall’attuale consigliere del Movimento e già candidato sindaco nel 2013 Gianluca De Dominicis. 

Tra fine ottobre e gli inizi di novembre l’assemblea sarà chiamata a decidere sull’uomo o la donna su cui puntare. Un passaggio delicato e centrale, visto che si tratta di scegliere il volto di tutto il gruppo da presentare ai cittadini. Gli animi, nonostante alcuni addii e qualche arrivederci, rimangono sereni. E a dispetto di voci che vorrebbero primeggiare l’ala più ortodossa del gruppo (secondo alcuni) oppure dipingere De Dominicis come “un tiranno (secondo altri) i grillini locali continuano a darci da fare. Nelle prossime settimane porteranno avanti una serie di altri incontri con pezzi di società viterbese, per chiarire determinate situazioni e avanzare ipotesi di lavoro. 

Decarta racconta la Tuscia