E’ il giorno delle presidenziali americane. La scelta tra Hillary Clinton e Donald Trump (tutto quello che devi sapere)

E’ il giorno delle presidenziali americane. La scelta tra Hillary Clinton e Donald Trump (tutto quello che devi sapere)

Per i lettori de La Fune abbiamo raccolto una serie di informazioni essenziali su quello che c'è da sapere. Abbiamo linkato anche un approfondimento completo sugli orari in cui sapremo chi è il nuovo presidente degli States.

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E’ il giorno delle elezioni americane. E tutto il mondo ha in qualche modo l’attenzione puntata sul Nuovo Mondo. Dalla East alla West coast. Da una parte Hillary Clinton, erede politica del presidente uscente Obama, dall’altra il tanto discusso Donald J. Trump. Anche nella Tuscia si guarda inevitabilmente all’esito del voto, anche se non c’è il coinvolgimento delle votazioni che portarono sulla scena politica mondiale Obama. I due candidati odierni sono i meno popolari della storia moderna delle elezioni americane.

Per i lettori de La Fune abbiamo raccolto una serie di informazioni essenziali su quello che c’è da sapere.

 

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Quando si vota?  Le consultazioni si tengono in un giorno solo: il cosiddetto Election Day. Cadono, come di consuetudine, il martedì successivo al primo lunedì di novembre.

Chi vota? I cittadini che possono, in teoria, essere ammessi al voto sono circa 219 milioni, ma di questi solo circa 150 milioni si sono al momento registrati per poter votare. In alcuni Stati le registrazioni sono chiuse, in altri, invece, è ancora possibile registrarsi.

L’8 novembre, in realtà, è l’ultimo giorno per esprimere il proprio voto, visto che molti stati permettono l’early voting, ovvero la possibilità di votare in anticipo, di persona o per posta, nel caso in cui risulti impossibile recarsi alle urne l’8 novembre, per esempio per impegni lavorativi. Circa un terzo degli elettori ha approfittato di questa opportunità (e in alcuni Stati possono anche cambiare idea dopo aver espresso il voto).

Come si vota? ll sistema elettorale si avvale del metodo indiretto, Il Presidente non viene eletto dai cittadini ma dai 538 “grandi elettori” (somma dei senatori e dei deputati) riuniti a Washington. In questo modo, votando per uno dei candidati alla presidenza si esprime una preferenza per un gruppo di delegati e non per una singola persona.

Non vale il principio “di una testa un voto”. Ogni Stato esprime, con sistema maggioritario secco, un certo numero di grandi elettori (ad esempio si va dai 55 della California, che ha una popolazione di 35milioni, ai 3 del Vermont, che conta circa 600mila abitanti). Il conteggio totale dei delegati di ogni Stato determina l’elezione del Presidente.

Può capitare che un candidato ottenga la maggioranza dei voti totali ma non la maggioranza dei “grandi elettori”. Tale circostanza si è verificata nel 2000, quando Bush la spuntò su Gore.

Il Presidente. Il Presidente eletto nel 2016 sarà il 45° nella storia degli Stati Uniti. Succederà ad Obama, che è riuscito ad ottenere due mandati.

L’inquilino della Casa Bianca, come sancito dalla Costituzione, è investito del potere esecutivo a livello federale ed è Capo delle forze armate, ha la facoltà di convocare il Congresso, di nominare consiglieri, di accordare la grazia e sospendere le pene per i reati puniti a livello federale, di ricevere Ministri o ambasciatori.

Le sfide del nuovo Presidente. I compiti del successore di Barack Obama Dopo le due presidenze Obama, saranno molti i nodi da sciogliere per il futuro Presidente. Innanzitutto quello inerente alla posizione che gli Stati Uniti vorranno tenere nel contemporaneo scenario globale: i rapporti con la Cina e con la Russia, la lotta al terrorismo, il ruolo da assumere nei conflitti mediorientali e africani.

Per quanto concerne la politica interna, gli effetti della Grande recessione del 2009 si sono progressivamente attenuati. Ora toccherà al popolo americano scegliere se continuare sulla strada progressista, tracciata dal primo Presidente afroamericano, o se scegliere politiche di stampo conservatore, che contemplino dei tagli alle spese e una riduzione della pressione fiscale.

A che ora conosceremo il risultato in Italia? Una possibile scaletta della giornata elettorale potrebbe essere la seguente. A mezzanotte ora locale (le 6 del mattino in Italia) si conosceranno i risultati della prima votazione del Paese, presumibilmente quella di Dixville Notch, in New Hampshire: gli elettori della cittadina (una decina) si riuniranno a mezzanotte in un albergo per votare. Quando tutti avranno votato, i voti verranno scrutinati e verrà annunciato il risultato. Di solito a vincere è il candidato repubblicano, ma nel 2008 vinse Barack Obama, mentre nel 2012 ci fu un pareggio, 5 a 5, fra Obama e Mitt Romney.

Alle sei ora locale (mezzogiorno in Italia) inizieranno le votazioni vere e proprie, ovviamente partendo dalla East Coast. Nella mattinata statunitense (pomeriggio in Italia) Hillary Clinton e Donald Trump esprimeranno il proprio voto, con buona probabilità a New York.

Alle 18 locali (mezzanotte in Italia) inizieranno a chiudere i primi seggi in Indiana e Kentucky.

Alle 19 locali (l’una di notte in Italia) cominceranno ad essere “chiamati” gli Stati, ovvero cominceranno ad essere assegnati i primi voti elettorali (probabilmente Indiana e Kentucky a Trump, Vermont a Clinton).

Tra le 20 e le 22 ora locale (le 2 e le 4 in Italia) potremmo esserci già fatti un’idea di come stiano andando le cose: se Trump avrà preso Stati nel New England (New Hampshire ed almeno un collegio in Maine, ad esempio) e se avrà conquistato la Pennsylvania, le cose si sarebbero messe malissimo per Clinton. Il contrario sarebbe un buon presagio per Clinton.