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Di Sorte: “La nocciola è una minaccia per il lago di Bolsena. Puntiamo sul biologico”

Di Sorte: “La nocciola è una minaccia per il lago di Bolsena. Puntiamo sul biologico”

La paura è che le monoculture, con l'utilizzo di diserbanti, possano compromettere lo sviluppo turistico della zona del lago di Bolsena. E chi frequenta i vari comuni che affacciano sullo specchio lacustre non avrà potuto fare a meno di notare l'aumento degli ettari destinati a nocciole. Così Andrea Di Sorte, assessore al Turismo di Bolsena, lancia l'allarme: "La nocciola è una minaccia per il lago, occorre puntare sul biologico".

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La paura è che le monoculture, con l’utilizzo di diserbanti, possano compromettere lo sviluppo turistico della zona del lago di Bolsena. E chi frequenta i vari comuni che affacciano sullo specchio lacustre non avrà potuto fare a meno di notare l’aumento degli ettari destinati a nocciole. Così Andrea Di Sorte, assessore al Turismo di Bolsena, lancia l’allarme: “La nocciola è una minaccia per il lago, occorre puntare sul biologico”.

C’è un esempio che piace poco, quello del lago di Vico. Qui le nocciole sono praticamente ovunque. Il problema sta nei trattamenti effettuati, essenzialmente diserbanti per tenere il sotto delle piante pulito. Per agevolare le operazioni di raccolta del frutto.

“Bisogna stare molto attenti al tipo di vocazione agricola che andiamo a dare a questo nostro territorio così delicato – l’intervento di Di Sorte -. Una parte d’Italia unica, piena di bellezza e che può e deve guardare altrove: allo sviluppo turistico sostenibile”. “Perché – continua – con le nocciole magari ci guadagnano due persone ma alla fine ci rimettono altre 30mila. Lancio un appello ai sindaci dei Comuni del lago di Bolsena per incontrarsi e lavorare a protocolli per la tutela del nostro ambiente. Bisogna stimolare e determinare le condizioni affinché si sviluppi sì l’agricoltura ma di tipo biologico”.

“La direzione da seguire deve essere chiaramente un’altra. I comuni del lago hanno la straordinaria possibilità di puntare sullo sviluppo turistico, devono crederci e lavorare in sinergia – continua Di Sorte -. Per rendere possibile una progettualità del genere la condizione di partenza è la difesa del lago dall’inquinamento. Possiamo attrarre i turisti solo grazie alla bellezza dei nostri luoghi, se li roviniamo, se sporchiamo l’acqua con sostanze inquinanti abbiamo perso tutto e tutti. Sarebbe finita”.

Per Di Sorte è importante che i sindaci dei paesi che affacciano sul lago trovino il modo per sviluppare una strategia comune di tutela del territorio. A oggi non esistono regolamenti di tutela e ogni comune va avanti senza considerare il proprio operato in una logica di sistema. Intanto i noccioleti conquistano terreno, specchiandosi sempre più numerosi nel lago vulcanico più grande d’Europa.

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