Boschi a Viterbo e la sinistra scende in piazza per il No al referendum

Boschi a Viterbo e la sinistra scende in piazza per il No al referendum

Quasi in concomitanza. Mentre alle Terme Salus salirà sul palco il ministro Maria Elena Boschi, che sta girando l'Italia per sostenere le ragioni del Sì al referendum, nel centro storico si svolgerà un corteo per il No.

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Un corteo per il No alla modifica della Costituzione nel giorno in cui sarà a Viterbo, proprio per sostenere le ragioni del Sì, il ministro Maria Elena Boschi. A organizzare l’appuntamento il Comitato per il No di Viterbo e Provincia.

Aderiscono al Comitato per il No di Viterbo e provincia: Anpi comitato provinciale di Viterbo, federazione Gilda-Unams di Viterbo, Usb di Viterbo, associazione Solidarietà Cittadina, comitato Lip di Viterbo, federazione provinciale Prc di Viterbo, Fare Verde, Flc-Cgil di Roma e Lazio, Circolo della conoscenza Prc di Viterbo, Cobas provinciale di Viterbo, Unicobas provinciale di Viterbo, associazione Italia-Nicaragua di Viterbo, Libertà e Giustizia Alto Lazio, Sinistra lavoro, Sel-Sì provinciale di Viterbo, Coordinamento scuole Viterbo, Comitato per il No di Vignanello-Vallerano, Soriano, Vetralla, Civita Castellana, Gallese, Corchiano, Nepi, Fabrica di Roma, Montalto di Castro, Orte e Montefiascone, Tarquinia, Caprarola, Capranica, Sutri, Unione comitato per il No, comitato ”Sandro Pertini”, Possibile di Viterbo, Comitato del centro sinistra per il No.

La partenza del corteo è fissata per le ore 17 da piazza della Repubblica. Percorso Viterbo: piazza della Repubblica, via Marconi, Corso Italia, via Roma, piazza del Comune, via Ascenzi, piazza del Sacrario, via Marconi e ritorno piazza della Repubblica.

Gli organizzatori invitano i cittadini a partecipare all’evento con striscioni, cartelloni e slogan. Alla fine del corteo si terrà un incontro sulle ragioni del No.

 

LE RAGIONI DEL NO

10 ragioni per il No:

1. Il Senato non viene abolito: viene eliminato il voto dei cittadini. A eleggere i senatori saranno i consiglieri regionali, nonostante la Costituzione sancisca all’art. 1 che ”la sovranità appartiene al popolo”.

2. Il nuovo Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal presidente della Repubblica per 7 anni. Queste persone, spesso le stesse implicate negli scandali degli anni passati, godranno di immunità parlamentare.

3. Il numero di deputati rimarrà di 630, lasciando così una Camera pletorica con le stesse altissime indennità.

4. La tanto ventilata semplificazione è in realtà un miraggio: aumenteranno le procedure legislative e la divisione per materie causerà conflitti di attribuzione.

5. Si crea una sproporzione totale rispetto alla Camera, assolutamente priva di senso: avremo 100 senatori da una parte e 630 deputati dall’altra. I primi eleggeranno due giudici costituzionali, i secondi tre.

6. Il Senato non costituirà un contropotere esterno rispetto alla Camera, non avendo particolari poteri di inchiesta e controllo. Non sono previsti neppure contropoteri interni alla Camera.

7. Grazie all’Italicum, che garantisce 340 seggi alla Camera a prescindere dai voti ottenuti, si andrà verso un ”premierato assoluto” dato che solamente la Camera darà la fiducia.

8. La riforma restringe le possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche.

9. La riduzione dei costi è minima, nemmeno paragonabile a quanto si otterrebbe dal dimezzamento di deputati e senatori, dato che i nuovi senatori godranno comunque di rimborsi e diarie. Si tratta solo di un’operazione di facciata funzionale a celare il vero scopo delle modifiche costituzionali, che realizzano una grande concentrazione di potere nelle mani del Governo e del suo capo, restringendo il potere elettorale dei cittadini, concentrando potere esecutivo e legislativo, condizionando la nomina del Presidente della Repubblica e dei componenti della Corte Costituzionale.

10. Per dire no a chi, con questa legge, vuole ratificare l’azzeramento della sovranità popolare e della democrazia in questo paese.

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