Arsenico, un problema che ancora non ha una soluzione

Arsenico, un problema che ancora non ha una soluzione

Anche alte concentrazioni di arsenico in tre centri della Tuscia, la situazione più critica a Tuscania. Pericolo anche per i livelli di fluoruri rilevati in alcune cisterne della provincia.

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Quello dei livelli di arsenico nell’acqua è un problema che è iniziato anni fa, quando la Commissione Europea ha deciso di abbassare i limite legale da 20 a 10 microgrammi al litro. Una riduzione che nel viterbese ha colto impreparati tantissimi comuni, con un valori che superavano di gran lungo quelli consentiti dalla nuova direttiva recepita dalla regione. Piano piano l’emergenza è rientrata ovunque, ma le situazioni oltre i limiti permangono ancora in alcuni comuni della Tuscia. A rivelarlo è l’ultima indagine della Asl, che ha registrato livelli preoccupanti di arsenico in alcuni paesi della provincia.

Difficile la situazione a Ronciglione, dove tre rivelazioni hanno dato valori fuori norma. Dalla cisterna di Piazza Proncipe di Piemonte arriva un valore di 14 mg/l, 17 in via Sutri e addirittura 21 in via Cassia Cimina. Un valore, quest’ultimo, che non si sarebbe trovato d’accordo nemmeno con la vecchia direttiva ormai sorpassata da anni.

Va peggio a Tuscania, che fra una cisterna in Via Novara con 12 mc/l e una in Via Tarquinia con 11, si ritrova poi a fare i conti con l’eccezionale valore di 33 microgrammi al litro per la cisterna di Via Gorizia. Un dato fortemente allarmante, che probabilmente farà scattare ulteriori controlli nei prossimi giorni.

Anche Vetralla rientra fra i paesi che viaggiano oltre confine, con un’impennata nella frazione di Tre Croci, dove la cisterna da un valore di 30 microgrammi al litro, tre volte superiore al consentito. Fuori norma anche Piazza del Lupo e Via Campo Giordano con 11 mc/l e località Mazzacotto con un valore di 17 mc/l. Tutte le altre cisterne di Vetralla, invece, si attestano sul valore limite di 10 mc/l.

Questi i comuni con più arsenico, ma non ci sono solo loro. Ma il problema sta anche in altri elementi, come i fluoruri. Poco sopra i limiti c’è il serbatoio di Faleri, che serve il centro di Civita Castellana in cui la rivelazione di fluoruri arriva a 1,64mg/l. Stesso problema a Gallese Scalo e Castel Sant’Elia dove si registrano fluoruri per 1,54 mg/l (nel secondo comune anche l’arsenico arriva a 12 microgrammi al litro). Fluoruri oltre il limite anche a Civitella, dove si toccano 1,48 mg/l e a Monteromano dove la concentrazione arriva a 1,73 mg/l.

Nel capoluogo, invece, tutto sembra essere nella norma fatto salvo per Serbatoio 3000, dove viene indicato un valore medio di 10 mg/l di arsenico, il che vuole dire che il dato è variabile e spesso anche fuori norma. Intanto è proprio di ieri l’intervento del comitato “Non ce la beviamo” al consiglio comunale di Viterbo, dove è stato ricordato che il gruppo ha raccolto 3400 firme per indire un referendum sulla gestione dell’acqua pubblica nel capoluogo. Referendum che per il momento sembra caduto nel nulla, mancando un regolamento comunale per la gestione.