Unitus, una targa per ricordare i dodici ebrei viterbesi detenuti a Santa Maria in Gradi prima di essere deportati
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VITERBO - Giornata della memoria. L’'iniziativa dell'Unitus che per la mattinata ha organizzato in aula magna anche un convegno dedicato alla Shoah nella città dei papi.

VITERBO – Una targa di in memoria dei dodici ebrei viterbesi detenuti nel carcere di Santa Maria in Gradi. Prima di essere deportati nei campi di sterminio nazisti.

 Questa l’iniziativa dell’università degli studi della Tuscia per il prossimo 27 gennaio, Giornata della memoria in cui si ricordano le vittime della Shoah.

Sempre all’Unitus, il 27 gennaio, subito dopo aver scoperto la targa si terrà un convegno dedicato alla Shoah nella città dei papi.  Interverranno il rettore Stefano Ubertini, Claudio Procaccia, direttore del dipartimento beni e attività culturali della Comunità ebraica di Roma, Angelo Di Porto, familiare di deportati, i sindaci di Viterbo e Vetralla, rispettivamente Giovanni Arena e Francesco Coppari. Successivamente, un focus dedicato alla Shoah a Viterbo, con gli interventi dei direttori del Disucom e del Distu, Giovanni Fiorentino e Saverio Ricci, Elisa Guida, Simone Duranti e Matteo Stefano dell’Unitus e Luca Bruzziches, studioso della storia degli ebrei del viterbese.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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