Un grandissimo Focarone ha illuminato la notte di Bagnaia. In migliaia a ballare con Brusco
Focarone Bagnaia 2024
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BAGNAIA - Un grandissimo Focarone ha illuminato Bagnaia. Alle 18,30, come da tradizione l'accensione con le autorità. Poi la festa di tutti, fino a tarda notte. Chiusa all'alba dai "focaroli" riuniti intorno alla cenere che prima era una catasta. 

BAGNAIA – Un grandissimo Focarone ha illuminato Bagnaia. Alle 18,30, come da tradizione l’accensione con le autorità. Poi la festa di tutti, fino a tarda notte. Chiusa all’alba dai “focaroli” riuniti intorno alla cenere che prima era una catasta. 

Un’edizione, questa del 2024, con la guida del Comitato la determinata Giorgia Serafini. Migliaia le persone che hanno voluto esserci, in diversi momenti della serata. Una presenza complessiva sicuramente al di sopra delle 10mila presenze. Altissimo il momento dell’accensione, fuori misura l’esibizione di Brusco. 

A rappresentare il sindaco Chiara Frontini, non presente per un problema famigliare, il vicesindaco Alfonso Antoniozzi. Presenti anche gli assessori Elena Angiani e Katia Scardozzi, il presidente del consiglio Marco Ciorba, diversi consiglieri di maggioranza e di opposizione tra cui Laura Allegrini e Antonella Sberna. 

Don Vittore ha benedetto il fuoco e ha portato i saluti del vescovo Francesco Orazio Piazza, assente perché questa è la sua settimana degli esercizi spirituali. “Un pezzo della storia, della tradizione del nostro territorio, che non deve andare mai perduto”. Queste le parole del vicesindaco Antoniozzi all’inizio dei festeggiamenti. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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