Riqualificazione delle periferie: in arrivo 17 milioni per i progetti del Comune di Viterbo
poggino
Gli Stati Generali La Fune
In comune presentati i 12 progetti tra i quali spiccano il sottopasso ferroviario, una pista ciclabile a Santa Barbara e la riqualificazione del Poggino.

Riqualificazione urbana delle periferie, ci sono 17 milioni per i progetti del Comune di Viterbo, che in graduatoria è arrivato 91esimo.

“La riqualificazione delle periferie – spiega l’assessora all’Urbanistica Raffaela Saraconi – riguarda in particolare il Poggino, passando per Santa Barbara. Dodici gli interventi individuati e che avranno effetto moltiplicatore. Al momento il Governo ha stanziato 500 milioni con cui finanziare i primi 24 comuni in graduatoria”.

“La seconda tranche – osserva Saraconi – da 800 milioni coprirà fino al 74esimo posto. Ma entro l’estate sarà finanziata anche la parte che ci interessa e quindi dovremo darci da fare”.

Prevista una pista ciclabile per due milioni e mezzo di euro che parte dalla zona Santa Barbara e che comprende una riqualificazione di tutto quello che c’è intorno, dai parcheggi alle strade. Poi il trasferimento di Francigena da San Biele, il collegamento tra Poggino ed ex Fiera. Due milioni per il sottopassaggio ferroviario.

“L’obiettivo è superare la separazione a zone – osserva Saraconi – in modo che il Poggino, area d’attività produttive, sia cucito con la città, integrato con il resto del tessuto urbano”. Intendiamo partecipare al concorso insieme alle associazioni di categoria ed agli imprenditori”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c'è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni. Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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