La Fune è anche Decarta: ci trovate nei locali pubblici!
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Da oggi è in distribuzione il primo numero del 2016 di Decarta, rivista mensile edita da Lavalliere società cooperativa, con qualche pagina curata dalla redazione de La Fune.

La Fune è anche Decarta, de carta. Sì, proprio di carta. Sì perché da oggi è in distribuzione il primo numero del 2016 di Decarta, rivista mensile edita da Lavalliere società cooperativa, con qualche pagina curata dalla redazione de La Fune. Abbiamo deciso, per questo primo numero di Decarta-Viterbo, di raccontare, con un tono più lento e rilassato, quel che è successo negli ultimi 60 giorni, dall’inizio della crisi del comune di Viterbo a qualche giorno fa, quando abbiamo mandato il tutto in stampa.

All’interno troverete altri contenuti curati da La Fune a firma di Simone Carletti e Roberto Pomi. E questo è solamente il primo numero, perché la collaborazione con Decarta e Manuel Gabrielli, l’instancabile coordinatore della giovane redazione del mensile che si può trovare gratuitamente nei locali pubblici di Viterbo, è solo all’inizio.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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