La delusione di Calabro: “Meritavamo di vincere”
Calabro
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PAGANI – La Viterbese meritava di uscire vittoriosa dalla trasferta di Pagani e Calabro non nasconde l’amarezza. GUARDA IL VIDEO

PAGANI – Un pareggio che va stretto alla Viterbese che sul campo della Paganese, pur rimaneggiata, ha fatto la partita dominando la gara dall’ inizio alla fine.

Le parole di Mister Calabro non nascondono una certa delusione: “Non avevo difensori. Besea è un centrocampista che non ha mai fatto il centrale e De Giorgi è un esterno adattato. Per questo, con tutte difficoltà del caso e le assenze, contro una Paganese che è una signora squadra, lasciamo lo stadio con l’amaro in bocca. Personalmente torno a casa un po’ deluso perché meritavamo di vincere.

Obiettivi? Siamo una delle squadre con l’età media più bassa del campionato, abbiamo iniziato con cinque under e dobbiamo stare attenti a darci degli obiettivi che potrebbero far sognare e quindi deconcentrare i ragazzi. Se approcciamo bene alle gare possiamo toglierci belle soddisfazioni altrimenti rischiamo di retrocedere. Il confine è sottile.

Mercato? Abbiamo necessità dietro. Sono andati via Atanasov e Milillo e in più c’è Markic infortunato. La società sta lavorando per rimpiazzare i calciatori partiti. Se non lo farà dovremo fare di necessità virtù”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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