Il Magreb incontra i Balcani, arrivano i RomAraBeat
RomAraBeat
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GALLESE - Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus presentano il secondo appuntamento di Estasiarci/Frammenti. Giovedì 26 luglio, al Circolo Arci Lo Tsunami di Gallese RomAraBeat: il Maghreb incontra i Balcani.

GALLESE – Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus presentano il secondo appuntamento di Estasiarci/Frammenti. Giovedì 26 luglio, al Circolo Arci Lo Tsunami di Gallese RomAraBeat: il Maghreb incontra i Balcani.

La civiltà araba, diffusa in tutto il Mediterraneo, ha costellato il mondo occidentale di tesori di architettura, letteratura, pittura e musica. Le sue melodie e i suoi strumenti hanno profondamente influenzato la storia e la sensibilità artistica dell’Occidente, da Istanbul ai Balcani, dai regni del Maghreb alla Sicilia, fino ad arrivare in Andalusia.

Accanto ai musicisti arabi che componevano e diffondevano questo repertorio, troviamo altri eccellenti interpreti di questa ricchissima tradizione: i Rom. Gli artisti provenienti dal nord Africa in Andalusia e quelli che si spostavano dalla Turchia nei Balcani si avvalevano della collaborazione di strumentisti locali che spesso erano gitanos (in Spagna) e tsigani (in Romania, Bulgaria e Grecia): due culture che, nel corso dei secoli, hanno condiviso un mondo di suoni, ritmi e danze si ritrovano nella Roma di oggi e, senza sapere perché, si riconoscono.
Una serata all’insegna della multietnicità, dell’accoglienza, dell’incontro di due culture, quella araba e quella Rom dei Balcani, le quali, nel corso dei secoli, hanno messo in comune un mondo di suoni e danze, superando confini e differenze, attraendosi e mescolandosi magicamente tra di loro e dando vita ad armonie e ritmi che hanno poi assunto una specifica identità.

A interpretare e a dar voce all’evento, Ziad Trabelsi, voce e oud, Petrica Namol, contrabbasso, Albert Mihai, fisarmonica, Fiore Benigni, organetto, Paolo Rocca, clarinetti. L’appuntamento è giovedì 26 luglio dalle 21.30 presso il Circolo Arci Lo Tsunami a Gallese in Via delle Industrie snc, una location immersa nel verde, impegnata nell’organizzazione di attività musicali e ricreative, nonché concerti e giornate a tema, attiva tutto l’anno; l’estate, in particolare, l’atmosfera è arricchita dalla bellissima piscina del circolo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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