Il Cammino dei Tre Villaggi: dove i profili delle colline sono fatti di mucche e cavalli, gli etruschi ancora parlano e si mangia da dio
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VITERBO - La storia buona con cui chiudere il 2023 e iniziare il 2024 siamo andati a cercarla tra i boschi e le campagne di un angolo di Tuscia. L'hanno scritta un gruppo di ragazzi. Sono quelli del 'Cammino dei tre Villaggi'.

VITERBO – La storia buona con cui chiudere il 2023 e iniziare il 2024 siamo andati a cercarla tra i boschi e le campagne di un angolo di Tuscia. L’hanno scritta un gruppo di ragazzi che si sono dati come nome, per la loro associazione, quello di Stay Freedom. Sono quelli del ‘Cammino dei tre Villaggi’.

Dentro ci stanno le colline con il profilo che è fatto di mucche al pascolo e i caffè che puoi prendere mentre ti mettono i timbri sulle credenziali e che sanno di punti interrogativi. Quelli dei baristi. Punti di domanda che sono essenzialmente due. Domanda uno: “ma chi glielo fa fare a sti matti di fare questo cammino?”. Domanda due: “Stai a vedere che quei matti dell’associazione hanno combinato una cosa giusta”. 

“Prima a camminare erano sempre e solo i matti. Adesso invece ci chiamano sportivi, gente che si vuole bene. Grazie per la fiducia”, è la frase che trovi appena apri ‘La guida più piccola d’Italia del cammino più piccolo d’Italia’, scritta da Stefano Mecorio “e parecchi altri”. Una roba da comprare prima di muovere il primo passo, cosa che abbiamo fatto anche noi. 

Torniamo però a cosa c’è dentro al Cammino dei tre Villaggi. Ci stanno gli etruschi, cavolo quanto. Ti parlano ancora mentre scendi da Caiolo (Barbarano Romano) e vedi la città di pietra. Roba di necropoli, città dei morti. Ma questi non sono morti così banali, dicono più cose di tanti vivi con cui ti ritrovi a interagire ogni giorno. 

“Ricordati di pagare te stesso”, consigliano quelli bravi che insegnano educazione finanziaria. Fare il Cammino dei Tre Villaggi dice la stessa cosa con un bene più prezioso anche dei soldi: il tempo. “Ricordati di dare tempo a te stesso”. 

Ritorniamo agli ingredienti. Dentro, dicevamo, c’è Villa San Giovanni in Tuscia. Il paradiso de “la pezzata” ma anche il punto di inizio del Cammino dei Tre Villaggi e siamo pronti a scommettere che questa seconda creatura darà molte soddisfazioni alla gente del posto. Poi c’è taaaanta campagna e il Marturanum, la risalita fino a Barbarano Romano. Se parti a un orario “cristiano” a Barbarano arrivi giusto in tempo per pranzo e questa è una benedizione, fidatevi. Entrate dalla bellissima porta di uno dei paesi più curati del Viterbese e mettete i piedi sotto a un tavolino. 

Da dentro Barbarano il cammino continua entrando nelle Forre, si viaggia direzione Blera. Se la tappa tra Villa e Barbarano è il regno degli etruschi, dove hai pieno diritto di sentirti come Indiana Jones, la seconda Barbarano-Blera è il paradiso della natura: tanto Biedano (bello anche da scivolarci dentro, può capitare!), cascate, laghetti, e felci dirette discendenti di quelle che c’erano al tempo dei dinosauri. Si riemerge a Blera e poi da qui il finale, una quarantina di minuti di ritorno al punto di partenza: Villa San Giovanni. 

Venti chilometri in totale con una prima tappa che ti prepara al pranzo, una seconda che te lo fa digerire con grazia e l’ultima che è un degno viale del ritorno: rapido e davvero comodo. 

Volete sapere ancora altri ingredienti di questo cammino? I cavalli, da rimanere incantati a guardarli. Poi la gente che ti saluta anche se non ti conosce e i ragazzi di Stay Freedom che ti trattano come un amico da quando prendi le credenziali fino a quando arrivi per acciuffare il meritato attestato di viandante etrusco. 

Tra Villa San Giovanni, Barbarano e Blera è nato un progetto autentico. Un intervento di valorizzazione del territorio. Sì è vero a Villa c’è da tempo “la pezzata” e chi non l’ha mai mangiata è destinato all’Inferno ma ora c’è un altro serio motivo per andarci. 

 

 

 

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